La pace comincia con la dignità

Fonte: Preghieracontrotratta.org

 

 

“Questa è la pace del Cristo Risorto, una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante.
Proviene da Dio, Dio che ci ama tutti incondizionatamente.”
Papa Leone XIV, 8 maggio 2025

 

Ogni anno, in occasione della festa di Santa Giuseppina Bakhita, la Giornata Mondiale di Preghiera e Riflessione Contro la Tratta di Persone (GMPT) invita le persone di fede e di buona volontà di tutto il mondo a unirsi a un movimento globale di preghiera, riflessione e azione contro l’ingiustizia della tratta di persone.

Il tema della 12a edizione del 2026, “La pace comincia con la dignità: un appello globale per porre fi ne alla tratta di persone”, trae ispirazione dal potente richiamo di Papa Leone XIV, secondo cui la vera pace è mite e umile, nasce dall’amore e si sostiene laddove viene sostenuta la dignità umana. Lo sfruttamento e l’oggettivazione delle persone attraverso la tratta distruggono fondamentalmente le basi della pace e della giustizia, rendendo la sua eliminazione essenziale per costruire un mondo giusto.
La tratta di persone è una ferita globale che nega la dignità umana e infrange la pace delle comunità ovunque. Le vittime – prevalentemente donne, bambini, migranti e persone sfollate – subiscono lo sfruttamento in molte forme, dal lavoro forzato allo sfruttamento sessuale, dalla servitù al matrimonio forzato. L’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine indica che le donne e le ragazze costituiscono il 65% delle vittime identificate, mentre quasi un terzo sono bambini. Queste popolazioni vulnerabili sono spesso prese di mira a causa di guerre, povertà e sfollamento. I migranti e le persone sfollate sono ancora più a rischio, poiché i percorsi sicuri scompaiono e le frontiere si irrigidiscono.

Immagina se questo fosse la tua vita:
● Fuggire dalla guerra o dalla carestia con i tuoi fi gli e trovare ogni porta chiusa.
● Vivere senza documenti, con la paura della detenzione or della deportazione.
● Vedere tua fi glia cadere nelle mani dei trafficanti, senza poterla fermare.
Questa non è una storia distante – è la realtà quotidiana per milioni di persone. Non distogliamo lo sguardo. Rispondiamo con mani aperte, occhi e orecchie aperti, cuori aperti e comunità aperte.
All’ombra dell’ingiustizia, la speranza prevale — radicata nella fede, sostenuta da azione. Intorno al mondo, comunità locali — guidati da religiose e religiosi, leader laici, e giovani — rispondono con coraggio, fornendo cura, protezione e sostegno spirituale. La loro dedizione mostra che la pace è possibile quando la dignità viene difesa e nutrita.
Speriamo anche di fare di più per abilitare le comunità locali ad unirsi con delle sopravvissute e dei sopravvissuti nella prevenzione di questo flagello e nella difesa dei loro diritti — per diventare comunità di protezione, dove vigilanza, solidarietà, e compassione creano degli spazi sicuri che sostengono la dignità umana e promuovono una pace duratura.

Il comitato organizzatore della Giornata esorta i rappresentanti della fede, della società civile e della politica ad adottare misure concrete a sostegno delle sopravvissute e dei sopravvissuti, in particolare delle donne, dei bambini, dei migranti e dei rifugiati. Esorta a creare spazi sicuri per i giovani attraverso il tutoraggio e l’educazione, con attenzione alla sfera digitale, e sostiene la protezione delle donne e delle ragazze migranti, compreso il diritto di asilo. La Giornata promuove inoltre la sensibilizzazione nelle comunità e affronta le cause profonde della tratta, promuovendo uno spirito di incontro in cui ogni persona vulnerabile viene considerata, ascoltata e accolta.

In occasione dell’edizione 2026, dal 4 all’8 febbraio si svolgerà a Roma e in altre parti del mondo una settimana di eventi coordinati che riuniranno leader religiosi, sopravvissute e sopravvissuti, giovani, partner della società civile e sostenitori. Questi eventi sono intesi a sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale e a promuovere un’azione collettiva contro la tratta di persone. Il programma prevede una Veglia di preghiera, a Roma, accompagnata da veglie parallele in tutto il mondo, a simboleggiare la solidarietà globale.
Una fiaccolata servirà come atto spirituale e simbolico di unità, mentre un pellegrinaggio di preghiera online garantirà una partecipazione internazionale inclusiva. Iniziative come celebrazioni eucaristiche, workshop, programmi scolastici, conferenze e mostre presenteranno storie di sopravvissute e sopravvissuti, ricerche ed espressioni artistiche, offrendo una piattaforma per voci spesso inascoltate. Campagne di sensibilizzazione a livello locale saranno portate avanti da partner di tutto il mondo, con un’attenzione particolare ai giovani e ai leader delle sopravvissute e dei sopravvissuti per promuovere l’impegno intergenerazionale. La settimana culminerà in un’importante udienza con il Santo Padre (TBC), costituendo un momento sacro di ascolto, incoraggiamento e rinnovato coinvolgimento comune.
Queste attività saranno caratterizzate dalla guida e dal coinvolgimento delle sopravvissute e dei sopravvissuti e rafforzate dalla collaborazione tra le varie organizzazioni, culminando in un appello congiunto alla Chiesa, ai governi e ai leader della comunità per un sostegno continuo e un’azione concreta.
Insieme, attraverso la preghiera, la costruzione della pace e l’azione mirata, siamo chiamati a porre fine alla tratta di persone e a tutte le forme di sfruttamento.

Ispirati dall’intercessione di Santa Giuseppina Bakhita e dalle parole del profeta Isaia: “Imparate a fare il bene, cercate la giustizia, soccorrete l’oppresso, rendete giustizia all’orfano, difendete la causa della vedova.” (Is 1,17) affermiamo che la pace comincia dalla dignità. La dignità viene ripristinata quando riconosciamo l’umanità di ogni persona e agiamo con decisione per porre fi ne al feroce sfruttamento della tratta. Cercando la giustizia e correggendo l’oppressione, costruiamo comunità radicate nel rispetto e nell’amore, trasformando la sofferenza in speranza.
Attraverso la preghiera, apriamo i nostri cuori; attraverso la rifl essione, approfondiamo il nostro impegno; e attraverso l’azione, portiamo la pace e la libertà di Cristo a coloro che ne hanno più bisogno.

Ci allontaneremo dalle donne, dalle ragazze e da tutti coloro che sono vulnerabili alla tratta di persone, o resteremo uniti e solidali, impegnandoci a fare tutto ciò che è in nostro potere per proteggere, sostenere e ripristinare la loro dignità?

La scelta è nostra. Il momento di agire è adesso.