Valori in campo

da | Mar 23, 2026 | Educatori e docenti, Giovani | 0 commenti

Continua la rubrica sulla PGS, nella quale raccontiamo la storia dello sport salesiano attraverso le storie di chi ha vissuto e vive questa realtà nella nostra Ispettoria.
In questo mese ascoltiamo la storia di Flavio.

 

 

Ciao, sono Flavio Ciapparelli, ho 81 anni, sono sposato da 55 anni con Franca, ho due figli e due nipoti. Vivo a Legnano nella Comunità Pastorale Maria madre della Speranza e della Gioia e San Carlo Acutis, che comprende tre parrocchie: SS. Martiri Anauniani, Beato Cardinal Ferrari (la mia parrocchia attuale) e S. Paolo.

Sono cresciuto in oratorio nella parrocchia dei SS. Martiri, sono stato presidente dei giovani e poi degli adulti di Azione Cattolica e sono anche ex allievo delle FMA e ne sono orgoglioso.

In ambito oratoriano ho conosciuto suor Emma Galbiati che mi ha fatto apprezzare la PGS, in questa realtà ho frequentato il corso per diventare arbitro di pallavolo e negli anni 1975/1990 sono stato anche consigliere della polisportiva Vomien SS. Martiri.

 

Lo sport è importante per lo sviluppo armonico dei giovani e insegna valori quali il rispetto delle regole, degli avversari e dei compagni di squadra.

Educa a superare difficoltà, a non arrendersi, a giocare con lealtà, a una sana competizione per migliorare sé stessi e non solo per vincere.
Insegna valori come la responsabilità, la solidarietà e la gratitudine.

 

Per me fare l’arbitro è un servizio, una “missione di responsabilità”, competenza e umanità; è importante avere un certo equilibrio per comprendere i ragazzi, essere imparziale e gestire la gara in modo sereno e corretto.

Ho sempre cercato di testimoniare la mia fede attraverso i gesti, la lealtà e la capacità di promuovere la pace e la fraternità in campo.

 

La PGS si differenzia da altre associazioni perché i valori dello sport sono arricchiti dalla fede e dalla spiritualità cristiana, secondo lo stile salesiano di don Bosco e madre Mazzarello seguendo il motto “Buoni cristiani e onesti cittadini”.

Ad esempio:

  • Amare i compagni di squadra, anche gli avversari, come se stessi;
  • Riconoscere che le proprie capacità sono dono di Dio e ringraziarlo;
  • Essere fedeli ai propri valori e a Dio;
  • Mantenere la calma nelle situazioni difficili;
  • Vivere lo sport come opportunità per testimoniare la propria fede e condividere i valori cristiani con gli altri;
  • Seminare nel gruppo i valori salesiani, come la serenità e la gioia di vivere.

 

Nella mia vita ho visto anche la trasformazione della pallavolo: il gioco moderno è profondamente diverso da quello del passato: prima esisteva il “cambio palla” (poteva fare punto solo chi batteva), mentre oggi ogni azione assegna un punto, indipendentemente da chi ha servito. Questo ha eliminato i set infiniti, rendendo le partite più brevi, più veloci e spettacolari.

Dopo tanto tempo, mi ricordo di una ragazza dall’aspetto timido, piccola e piuttosto robusta, che era riserva nella squadra. Quando l’ho vista giocare come alzatrice, mi ha meravigliato la sua abilità nel palleggio, l’agilità nel muoversi e la calma nei momenti cruciali della partita. Sapeva interagire con le compagne trasmettendo gioia ed entusiasmo.

Il gioco di squadra incoraggia nuovi traguardi personali, approfondisce le relazioni e stimola l’amicizia, a questo proposito papa Francesco afferma che “L’amicizia non è frutto di calcolo e neanche di costrizione, ma nasce spontaneamente quando riconosciamo nell’altro qualcosa di noi”.