suor Chiara Dieni | VI Domenica di Quaresima, Rito Ambrosiano

 

 

Letture

 

Il brano di Giovanni ci colloca alla vigilia della Pasqua, in un passaggio decisivo del cammino di Gesù verso la sua “ora”. In quest’ultimo tratto di strada, Gesù è accompagnato da “andature” diverse.

 

L’attesa: è la Pasqua dei Giudei e molti salgono a Gerusalemme per purificarsi prima della festa. L’atmosfera è carica di aspettativa: Gesù verrà? O non si farà vedere, per paura dei capi religiosi, che hanno già deciso di arrestarlo? La città è attraversata da un’attesa ambigua: da una parte, il desiderio eccitato di vedere i segni del compimento delle Promesse; dall’altra, il sospetto e il presentimento della minaccia incombente da parte delle autorità. 

Così l’evangelista ci invita a riflettere: per te, per voi, la Pasqua è semplicemente un rito che si ripete annualmente, o l’umile e fiducioso cammino dietro Gesù, fino al «Tutto è compiuto»?

 

L’ospitalità: l’evangelista Giovanni, regista acuto e raffinato, sposta la macchina da presa da Gerusalemme a Betania. Ritrae Gesù “a casa”, tra gli amici più cari. Respira il clima dell’accoglienza e della confidenza: non sospetto, ma cordialità; non calcolo, ma dono. Come è bello pensare che anche Lui, prima di affrontare il momento cruciale della sua vita, abbia desiderato sentire il calore e la vicinanza degli amici! 

Così l’evangelista ci invita a riflettere: nei tuoi pensieri, nei tuoi desideri, nelle tue relazioni, Gesù è l’«ospite dolce dell’anima»?

 

Lo spreco: il gesto di Maria, che unge i piedi di Gesù con una fragranza pregiata, è profondamente simbolico. Dice la gratuità dell’amore, l’esuberanza della tenerezza. Il bene vero non è mai misurato. È traboccante. Maria, che intuisce qualcosa del mistero di Gesù, lo onora con ciò che ha di più prezioso. E la prodigalità del profumo riempie tutta la casa. 

Così l’evangelista ci invita a riflettere: in te, in voi, la presenza di Gesù è “grazia”?

 

L’ipocrisia: è la reazione di Giuda. L’evangelista rivela la sua doppiezza: non è l’amore per i poveri a guidarlo, ma l’attaccamento al denaro. Fraintende gesti, sguardi, cuori! Giudica e maschera! Monetizza ciò che “non ha prezzo”! Qui si manifesta il contrasto radicale tra due modalità di relazione con Gesù: “profumo” o “contanti”. 

Così l’evangelista ci invita a riflettere: «tutti siamo deboli, quando siamo veri»!

 

La decisione: il racconto si allarga di nuovo alla folla e ai capi dei sacerdoti. Molti credono in Gesù a causa di Lazzaro; per questo le autorità decidono di uccidere anche lui. La vita restituita diventa motivo di morte programmata. È il paradosso del Vangelo: il segno che rivela la gloria di Dio suscita opposizione e ostilità. 

Così l’evangelista ci invita a riflettere: dove passi tu, dove passate voi, fiorisce la vita?

 

L’evangelista Giovanni mette in luce una dinamica decisiva: davanti a Gesù non si può restare neutrali. La folla, i capi, i discepoli, Maria, Giuda: tutti reagiscono in modo diverso. Anche noi ne siamo coinvolti: ci è chiesto di prendere posizione. Accogliere Cristo significa entrare nella logica dell’amore gratuito; rifiutarlo significa chiudersi nella paura e nel calcolo. Siamo messi di fronte a un bivio: vita o morte, amore o rifiuto, fede o incredulità, intimità o opposizione. Betania e Gerusalemme: due modi di stare davanti a Gesù. 

O, forse, tre …Perché non si può dimenticare quello bellissimo del discepolo amato, che, seduto di fianco a Gesù, reclina il capo sul Suo cuore.