suor Daniela Sirocchi | IV Domenica di Quaresima, Rito Romano

 

Letture 

 

Passando vide: così inizia il Vangelo di questa quarta domenica di Quaresima
Passare: è il verbo di chi cammina, è il verbo pasquale
Vide: Gesù vede e anche i suoi discepoli vedono

I discepoli vedono: un malato, un sofferente, un colpevole, un peccatore “Chi ha peccato?”
Più tardi i farisei, dottori della legge, diranno “sei nato tutto nei peccati!”

C’è un modo di vedere la vita e gli altri con una particolare mentalità: quella che associa malattia, povertà alla colpa e di conseguenza associa salute, ricchezza, benessere, felicità, alla giustizia a un premio di Dio per i buoni. Ci viene spontaneo associare disagio a colpa e ci chiediamo “che cosa ho fatto di male?, che colpa ho?”. C’è un modo di vedere che è tenebra, cecità, illusione, schiavitù.

Anche Gesù vede: un uomo, un cieco dalla nascita. Vede un uomo che ha occhi, ma non vede, non sa cosa sia la luce, non la desidera, non la chiede; vede il cuore dell’uomo che è fatto per il bene, per l’amore, per la gioia e la felicità, ma non sa dove trovarla; vede con lo sguardo e il cuore del Padre: vede un figlio, un fratello.

Gesù è l’uomo nuovo che è venuto ad illuminare noi, ciechi dalla nascita, incapaci di vedere Dio: il Padre; di vedere gli altri: i fratelli; di vedere noi stessi: amati da sempre.
Gesù la luce del mondo è venuto tra noi ciechi per manifestare le opere di Dio. Questa è l’opera di Dio: liberare dal male, liberare dalle tenebre, liberare dalla cecità e soprattutto l’opera di Dio è credere in Colui che egli ha mandato

Gesù è venuto per donarci un modo nuovo di vedere la realtà: è venuto per donarci la fede. Lui dopo aver detto “Io sono la luce del mondo” sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e disse: Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe (che significa inviato). Un po’ di terra e di saliva fa del fango e lo spalma sugli occhi del cieco: gesto che allude alla creazione dell’uomo. “Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva”: acqua, luce, vita segni che richiamano il Battesimo che ci libera dal peccato e che con il dono della fede ci rende figli della luce, ci rende capaci di essere persone umane, capaci di riconoscere il Padre, i fratelli, capaci di camminare sapendo dove siamo, con chi siamo, dove andiamo.

La fede ci fa passare dalla cecità alla luce, dalla tristezza alla gioia, dal crederci giusti a riconoscerci peccatori, la fede ci fa persone pasquali, ci fa vedere il Signore Gesù sempre presente nella nostra vita.
Alla domanda dei discepoli, che è la nostra domanda  che sa di giudizio di fronte al malato, al povero, al debole “chi ha peccato?”  fa eco la domanda che il Signore pone a ciascuno di noi che abbiamo occhi per vedere ma non cuore per capire “Tu credi nel Figlio dell’uomo? vedi Colui che ti parla?”

La risposta diventa preghiera: “Io credo Signore. Grazie per il dono della fede; Signore aumenta la mia fede; compi in me l’opera di Dio; insegnami a vedere sempre e ovunque tu che “parli con me”.