Passi coraggiosi, sentieri di grazie

da | Mag 7, 2026 | Educatori e docenti, Giovani, slideshow | 0 commenti

Una festa che parla di passi coraggiosi, di quelli già fatti e di quanti ancora ne dobbiamo fare; una festa che ci fa percorrere sentieri colmi di gratitudine e riconoscenza per il dono di santità di suor Maria Troncatti e per le benedizioni di Dio sulle nostre Comunità Educanti. Con lo slogan “Passi coraggiosi, sentieri di grazie” Corteno Golgi accoglie bambini, giovani e adulti provenienti dalle diverse realtà della nostra Ispettoria per vivere insieme, FMA e laici, Famiglia Salesiana e Associazioni, una giornata di festa, preghiera e condivisione.
Il motto dell’anno pastorale “Alzati e vai” per noi è diventato subito “Vamos!”, perché Santa Maria Troncatti ci ha dato il passo ed è stato un passo coraggioso, che ha guidato e sostiene il nostro cammino e i nostri sogni di futuro.

Riportiamo le parole che Suor Paola Battagliola, Consigliera visitatrice e FMA dal grande cuore missionario, ha rivolto a tutti i presenti, così che possano raggiungere anche chi non le ha sentite in diretta.

“Carissimi giovani, amici, adulti, famiglie, membri delle comunità educanti,
desidero innanzitutto esprimere un sincero e profondo ringraziamento alla comunità parrocchiale e civile di Corteno, alle nostre sorelle e a tutti coloro che hanno collaborato con generosità e dedizione per rendere questa festa così bella, accogliente e ricca di gioia.
Grazie per aver sognato e reso possibile questa Festa del Grazie ispettoriale, qui a Corteno Golgi, luogo che custodisce la memoria viva di Santa Maria Troncatti, recentemente canonizzata. Qui la bellezza del creato e la santità della vita si incontrano, e rendono ancora più profondo il nostro “grazie” condiviso.

Anche tra il popolo Shuar, suor Maria Troncatti ha vissuto e seminato questo “grazie”: non tanto come parola, ma come vita donata, come presenza che costruisce legami, come gioia condivisa nei momenti semplici e nelle feste della gente.

La parola “Vamos” della Madrecita buena è il cuore di questa celebrazione. Una parola semplice, quasi un soffio, eppure capace di dare coraggio al cammino. In questo andiamo abbiamo sentito pulsare la vita, il fuoco, la passione missionaria di Santa Maria Troncatti. E dentro questo “Vamos” si sono aperti tanti passi coraggiosi e sentieri di GRAZIE.

La Festa del Grazie è, per noi, una festa di famiglia. Ci unisce e ci coinvolge: coinvolge i sensi, ma soprattutto il cuore. Risveglia in ciascuno quella gioia riconoscente che è il respiro più autentico della vita cristiana, quella gioia semplice e profonda che Don Bosco sapeva trasmettere ai suoi giovani.

 

Da dove nasce questa festa?

Nasce dal cuore grato di Don Bosco. Un cuore che sapeva ringraziare Dio, Maria Ausiliatrice, la sua mamma Margherita, i suoi educatori, tutti coloro che lo avevano accompagnato nel cammino di crescita. Da quel cuore povero, libero e riconoscente è germogliata questa tradizione: educare alla gratitudine.
Don Bosco desiderava che i giovani imparassero a dire “grazie”, non solo a parole, ma con la propria vita.

Dalle Memorie Biografiche leggiamo un gesto semplice e luminoso: quello di due giovani di Valdocco che, attraverso piccoli sacrifici e grande amore, riuscirono a comprare due cuori d’argento da offrire a Don Bosco nella notte della vigilia di San Giovanni. Quel gesto silenzioso, umile e profondissimo lo commosse — e divenne memoria viva, tradizione educativa, eredità per tutta la famiglia salesiana.

 

Ancora oggi questa festa continua a parlare al cuore.
Ci ricorda che la gratitudine è memoria viva del bene ricevuto; è capacità di riconoscere l’amore che ci precede e ci accompagna ed è il terreno fertile in cui crescono delle relazioni nuove, fondate sulla gioia e sul dono reciproco.

Con questo spirito offriamo i nostri due cuori.

Desidero esprimere la gratitudine, anche a nome della Madre e del Consiglio generale, a quanti oggi custodiscono e rendono fecondo questo cammino di comunione e missione: alla nostra Ispettrice, suor Stefania, che con vicinanza semplice e cuore di madre accompagna il cammino dell’Ispettoria e ne custodisce l’unità; al Consiglio ispettoriale; a tutte le sorelle e alle comunità educanti che, nella semplicità del quotidiano, intrecciano con fedeltà la bellezza del carisma.

Li offriamo ai giovani — profezia viva del nostro carisma — in cui il “Vamos” di Dio continua a risuonare come invito tenace e ardente a una vita piena, donata e luminosa.

Li offriamo a ciascuno di noi: come gesto di gratitudine che si fa preghiera, come memoria del bene ricevuto che diventa rendimento di grazie.

E tutto affidiamo a Maria Ausiliatrice, Madre del “Vamos” e del “sì” quotidiano, che cammina con noi, custodisce il nostro grazie e lo trasforma in canto di lode e di beatitudine, aprendoci alla bellezza della santità vissuta, nella concretezza della vita quotidiana, come suor Maria Troncatti.
A Lei affidiamo il nostro presente e il nostro futuro: perché ogni passo diventi luce, ogni fatica diventi fiducia, ogni “Vamos” diventi Vangelo vissuto, e ogni vita si apra al desiderio della santità come pienezza di gioia e di dono.

E così, sotto il suo sguardo materno, continuiamo insieme il cammino, con passi coraggiosi verso sentieri di GRAZIE.”