Riflesso della bontà materna di Maria

da | Ago 27, 2026 | slideshow, Giovani, Educatori e docenti | 0 commenti

– Suor Chiara B. –

 

 

Siamo seguaci della Via: noi camminiamo, ma sappiamo dove andiamo; non scappiamo, ma cerchiamo. Queste parole che ci sono state consegnate all’inizio del periodo di juniorato estivo vissuto in Polonia dall’8 al 18 agosto esprimono bene, credo, l’atteggiamento interiore e il senso ultimo di questa esperienza formativa.

Per la prima volta lo juniorato estivo è arrivato in Polonia, terra tanto martoriata e contesa nel corso della storia, eppure così carica di fede sincera e concreta, vivificata dall’esempio e dalla storia di tanti Santi sulle orme dei quali abbiamo provato a camminare. Tra loro spiccano sicuramente le figure dei Santi Giovanni Paolo II e sr Faustina Kowalska, dei salesiani e dei giovani beati martiri polacchi e della serva di Dio Madre Laura Meozzi. Le meditazioni di don Paweł, salesiano, e gli interventi di suor Małgorzata Łukawska, FMA, ci hanno permesso inoltre di approfondire il volto radicalmente mariano della Polonia e del nostro Istitituto che nasce, come ci ricordano le nostre Costituzioni, proprio “per un dono dello Spirito Santo e con l’intervento diretto di Maria” (C 1).

Uno dei momenti più intensi dell’esperienza è stato il pellegrinaggio a Częstochowa: insieme agli altri pellegrini, provenienti da tutta la diocesi, abbiamo percorso gli ultimi 10 km di cammino. Qui abbiamo sperimentato la bellezza di andare a Maria non come singoli, ma come Chiesa in cammino, come comunità che si fa “ripetitore” delle necessità, dei bisogni, delle intenzioni di tanti presso il cuore della Mamma del Cielo. Durante l’omelia il cardinale Grzegorz Ryś, arcivescovo di Cracovia, ci ha ricordato che “Cristo dà sempre immensamente più di quanto riceve” e “cerca con ogni persona una relazione di vicinanza e intimità estrema che trasforma la fede da un semplice apprendimento di dottrine a un cammino d’amore”.

A Pogrzebień, invece, visitando la casa in cui Madre Laura ha vissuto gli ultimi anni della sua vita e la sua tomba, abbiamo potuto toccare con mano la vita di questa FMA che ha saputo incarnare nella sua esistenza la fretta amorosa di Maria, la sua attenzione per le necessità di tutti, soprattutto dei più poveri, degli orfani, delle sorelle in difficoltà, la sua capacità di ascolto, la sua instancabile dedizione, il suo stabat nelle ore della croce e della persecuzione, la sua disponibilità a ripetere con Lei il suo fiat per cantare poi con Lei il suo magnificat.

Prima di salutare la Polonia abbiamo visitato Wadowice, città natale di Giovanni Paolo II, e abbiamo gustato la tanto nominata Kremówka, il suo dolce preferito!

Ritrovarsi come juniores d’Europa e con le sorelle studenti che provengono da altri continenti è sempre occasione per condividere e ascoltare le gioie, la bellezza, le attese, i desideri e le fatiche dei primi anni di vita consacrata. Stupisce ogni volta vedere come i caratteri più diversi, le culture più distanti, i vissuti, le storie di ciascuna possano intrecciarsi, diventare fonte di ricchezza per tutte e possibilità di rinnovamento per la vita e la missione di ognuna.

Tornando alle nostre case, piene di gratitudine per le giornate vissute insieme e per la dedizione di chi le ha pensate per noi, desideriamo rinnovare il nostro impegno ad essere in comunità e fra i giovani “trasparenza dell’amore di Dio e riflesso della bontà materna di Maria” (C 14).