– suor Francesca –
Dal 1° al 27 luglio 2026, ho avuto la possibilità di vivere il secondo mese del secondo noviziato nella terra Santa Salesiana. Eravamo ventitré Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA) provenienti da quattro continenti: Stati Uniti, Brasile, Spagna, Polonia, Angola, Italia, India, Vietnam, Giordania, Croazia, Zambia e Mozambico accompagnate da suor Eva Liskutinova, suor Monaliza Machado, suor Michéle Decoster e suor Francesca Fontanili.
Il mese si è svolto in una modalità itinerante, che ha toccato in sequenza i luoghi più significativi dei nostri Fondatori: prima la terra di madre Mazzarello con Mornese e il santuario di Gavi, poi Genova porto che ha visto partire le spedizioni missionarie, Nizza Monferrato e Torino, che hanno ospitato la Casa madre dell’Istituto, infine Colle don Bosco, Chieri, Lanzo dove è passato e si è formato don Bosco.
Per quest’anno la partenza è stata da Milano Centrale e per molte delle juniores è stata la prima volta, perché non organizzare una tappa 0 in Duomo? Così alcune delle juniores hanno potuto visitare e godere la bellezza della cattedrale con visita nella parte archeologica.
La formazione è iniziata da Mornese, qui con i tempi distesi ci siamo conosciute sempre più grazie anche alle attività formative ludiche proposte e all’opportunità di presentare le nostre ispettorie; io ho raccontato le diverse iniziative pre e post canonizzazione di Santa Maria Troncatti.
Tappa breve ma significativa è stata Genova con un momento di preghiera al porto in ricordo della prima spedizione delle FMA, a seguire abbiamo potuto visitare il museo delle Spedizioni Missionarie Salesiane: un nuovo spazio espositivo che conserva la memoria dei missionari e delle missionarie salesiane, e la cameretta di don Bosco.
I giorni successivi sono stati a Nizza Monferrato, Casa madre dell’Istituto, dove ci hanno aiutato nella riflessione gli interventi di suor Piera Cavaglià e suor Paola Cuccioli, che raccontando la storia della Casa ci hanno presentato modelli di vita consacrata salesiana autentica e ci hanno consegnato validi spunti per approfondire la fedeltà alla nostra vocazione.
Da questo luogo ho maturato l’importanza di custodire e tramandare non solo le origini del nostro Istituto ma anche la sua crescita che ha portato la presenza delle Figlie di Maria Ausiliatrice in tutto il mondo; proprio da qui sono partite sorelle che hanno donato la vita senza riserve per portare il carisma in terre lontane. Anche ciascuna di noi è chiamata a far fiorire il carisma lì dove si trova.
Con il cuore già colmo di gioia abbiamo visto apparire Torino e la Basilica di Maria Ausiliatrice, ultima tappa prima degli esercizi spirituali a Saint Pierre con don Albino Blanchet.
Qui, grazie alle meditazioni di don Enrico Lupano, abbiamo approfondito il percorso formativo di don Bosco riscoprendo l’importanza della formazione continua, del discernimento e dell’accompagnamento.
In questo tempo formativo vissuto in mezzo a terre ricche di vigneti, il paesaggio mi ha aiutato a tornare spesso al Vangelo scelto per i perpetui, Gv 15. La parabola di Gesù che parla delle viti era davanti ai miei occhi e mi aiutava a meditare sull’importanza delle potature, che sono necessarie a portare più frutto.



