LETTERA INTRODUTTIVA ALLA PROGRAMMAZIONE ISPETTORIALE 2026-2027
Milano, 1° settembre 2026
Carissime sorelle, carissimi giovani e membri della Comunità Educante,
riprendiamo insieme il nostro cammino dopo la pausa estiva, animati e rafforzati dalla grazia ricevuta nell’anno pastorale appena concluso. Custodiamo ancora nel cuore la gioia per la canonizzazione di Santa Maria Troncatti durante il Giubileo della Speranza, il dono della visita canonica di suor Paola Battagliola e delle brevi ma intense visite di Madre Chiara Cazzuola, a novembre per la canonizzazione e a giugno, con il Consiglio generale, in occasione degli Esercizi Spirituali.
Con il 150° anniversario della fondazione dei Salesiani Cooperatori si apre un nuovo anno particolarmente ricco di iniziative e ricorrenze significative:
- I 150 anni de «Il sistema preventivo nell’educazione della gioventù» (1877-2027), l’opera in cui don Bosco sintetizzò i capisaldi del suo metodo educativo fondato su ragione, religione e amorevolezza.
- Il 150° anniversario della prima spedizione missionaria delle Figlie di Maria Ausiliatrice in America Latina (14 novembre 1877), una ricorrenza che ci sollecita a «risvegliare il fuoco della missionarietà, caratteristica peculiare della nostra identità carismatica» (Madre Chiara Cazzuola, Circ. 1038).
- Il Capitolo Generale XXV, che culminerà proprio il 14 novembre 2027, sul tema: «“Beati voi…” Con la forza profetica del carisma, missionarie di comunione insieme ai giovani», volto a ravvivare la nostra passione missionaria.
In questo tempo di preparazione al Capitolo Generale XXV, un evento di fondamentale importanza sarà il Capitolo ispettoriale ILO (Zoverallo, 30 ottobre – 2 novembre 2026), un tempo di grazia e di confronto che vedrà la partecipazione di FMA, laici e giovani delle nostre Comunità Educanti.
Ci disponiamo a vivere questi eventi accogliendo la proposta pastorale per il 2026-2027: «Segni del suo Amore. Operosi nella carità» e la Strenna del Rettor Maggiore per il 2027: «La carità è paziente, la carità è benigna. “Consacrati” al bene integrale dei giovani». Sull’esempio di san Giovanni Bosco e santa Maria Domenica Mazzarello, il carisma salesiano ci chiama ad essere «segni e portatori dell’amore di Dio ai giovani». Siamo interpellati a incarnare nuovamente, nel nostro tempo, l’insegnamento di don Bosco: «La pratica di questo sistema è tutta appoggiata sopra le parole di S. Paolo che dice: La carità è benigna e paziente; soffre tutto, ma spera tutto e sostiene qualunque disturbo. Perciò soltanto il cristiano può con successo applicare il sistema preventivo. Ragione e religione sono gli strumenti di cui deve costantemente far uso l’educatore, insegnarli, egli stesso praticarli se vuol essere ubbidito ed ottenere il suo fine» («Il sistema preventivo nell’educazione della gioventù», II).
È proprio da queste radici che prende forma il tema della nostra programmazione ispettoriale con il riferimento biblico:
«C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cosa sono per tanta gente?» (Gv 6,9)
RISCOPRIRE E ATTUALIZZARE IL SISTEMA PREVENTIVOPER ESSERE SEGNI DEL SUO AMORE.
Desideriamo approfondire il Sistema Preventivo come spiritualità e metodo, sia nelle nostre realtà locali, sia promuovendo giornate di studio a Nave (BS). Lì, lo scorso 30 agosto, ha preso vita il progetto “Casa Nave”: una fraternità di vocazioni che comprende la Comunità SDB, la Comunità FMA (inaugurata lo stesso giorno e affidata alla protezione di Santa Maria Troncatti) e una Famiglia, che condividono in comunione la missione nei confronti di ragazzi, giovani, famiglie, laici e consacrati.
Riscoprire il Sistema Preventivo significa anche generare una concreta ricaduta nella vita quotidiana delle nostre Comunità Educanti: promuovere la reciprocità tra le diverse vocazioni, curare la presenza tra i giovani sia nei momenti formali sia in quelli informali e attivare, con i Nuclei Animatori Locali, un discernimento aperto su come incarnare il carisma oggi, lasciandoci guidare dal medesimo slancio missionario delle origini.
Il compito principale che ci attende è ben espresso da Papa Leone XIV nella Lettera Apostolica «Disegnare nuove mappe di speranza»: «Non basta conservare: occorre rilanciare. Chiedo a tutte le realtà educative di inaugurare una stagione che parli al cuore delle nuove generazioni, ricomponendo conoscenza e senso, competenza e responsabilità, fede e vita.»
Siamo custodi di un carisma vivo e per sua natura “missionario”, in uscita verso i giovani più fragili, poveri ed esclusi. Nella ricorrenza del 150° anniversario del «Trattatello sul Sistema Preventivo», si chiede un impegno ulteriore alle Comunità Educanti delle FMA d’Italia: analizzare i bisogni educativi del territorio – con particolare attenzione alle “periferie esistenziali” e alle nuove povertà emergenti – e rendere più incisivo il nostro apporto valorizzando le reti territoriali.
Siamo chiamati a chiederci:
- Quali ferite sociali intercettano oggi le nostre opere?
- Quali giovani rischiano di restare ai margini dei nostri ambienti?
- Quali povertà educative, culturali, relazionali e spirituali ci interpellano?
- Quali alleanze siamo disposti a costruire nel territorio con la Chiesa locale, le Istituzioni, le famiglie, il mondo associativo e i giovani stessi?
A partire dall’ascolto e dalla lettura dei bisogni del territorio, nei prossimi due anni saremo impegnati nell’elaborazione del Progetto Educativo Pastorale ispettoriale. Ci guiderà un nuovo documento elaborato dalla Commissione nazionale di Pastorale Giovanile: «Costellazioni educative. Orientamenti per una Pastorale Giovanile Sociale». L’immagine ispiratrice del titolo, ripresa dalla Lettera Apostolica «Disegnare nuove mappe di speranza», ci suggerisce una visione chiara: non siamo punti isolati, ma una rete complessa e generativa; come stelle di una costellazione, le nostre opere sono chiamate oggi a tracciare una rotta sicura e condivisa in un tempo di incertezza.
È la medesima visione che accompagna le Ispettorie italiane nel cammino di Ridisegno e Risignificazione. Questo percorso ha portato alla stesura di un documento — che condivideremo presto con voi — contenente gli orientamenti e le priorità dei prossimi anni. L’obiettivo è promuovere una maggiore unità di intenti tra le Ispettorie, superando frammentazioni e autoreferenzialità per custodire l’essenziale e generare il nuovo, affinché il carisma continui a parlare al cuore delle giovani generazioni.
E l’essenziale, a livello nazionale come nella nostra Ispettoria, è da cercare ogni volta che ci troviamo di fronte alla evidente sproporzione tra la vastità della missione educativa e il limite delle nostre risorse.
Questa stessa sproporzione ha segnato la storia e la missione educativa di don Bosco.
Nel racconto giovanneo della moltiplicazione dei pani e dei pesci è un giovane ragazzo ad essere risorsa per tutti: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci» (Gv 6,9). Di fronte alle grandi sfide e alla sproporzione delle nostre forze risuona per noi la domanda dei discepoli: «ma che cosa sono per tanta gente?» Proprio come quel ragazzo, siamo invitati a mettere con fiducia nelle mani del Signore il poco che abbiamo: nelle Sue mani, la nostra sproporzione diventa il luogo della sovrabbondanza e del dono condiviso, come è stato per don Bosco così ben raffigurato nell’affresco di Mario Bogani, che in forma stilizzata troviamo nella copertina dell’agenda ispettoriale.
Ci chiediamo allora: Quali sono oggi quei pochi pani e pesci che, posti nelle mani di Gesù, possono sfamare tanti giovani?
Per rispondere a questa domanda abbiamo bisogno di convertire il nostro sguardo per accostarci ai giovani e alla realtà con gli occhi di Dio e guardare il limite non come mancanza, ma come luogo nel quale l’umano fiorisce se attraversato dalla grazia di Dio (Papa Leone XIV, Magnifica Humanitas, nn. 118 e 121).
Affidiamo quindi questo nuovo anno pastorale all’intercessione di Maria Ausiliatrice, nostra Madre e Guida, dei nostri Santi e del Salesiano don Elia Comini, martire nel 1944, che sarà beatificato il prossimo 27 settembre a Bologna. Che il loro esempio e la loro ardente carità ci accompagnino in ogni passo, affinché le nostre Comunità Educanti siano sempre laboratori di comunione, speranza e autentica testimonianza evangelica.
A ciascuno e a ciascuna di voi auguriamo di cuore un fecondo e gioioso cammino di fraternità e di missione condivisa!
Con affetto e gratitudine.
Suor Stefania Saccuman e il Consiglio ispettoriale



