Cari Animatori

Cari Animatori

Pubblichiamo la lettera che il nostro Parroco don Mauro Taverna ha indirizzato e consegnato ad ogni Animatore dell’Oratorio Estivo durante il mandato.

Cari Animatori,

Voi non siete extraterrestri capitati per caso sul pianeta oratorio e destinati a sparire a fine estate.
Non siete poliziotti, vigilanti o secondini che con la forza e la paura costringono i piccoli a fare le cose.

Per i bambini, come per noi, è sempre un’attrattiva che ci spinge ad aderire ad una proposta. Non siete comandanti di un esercito che vuole far vincere con ogni mezzo la sua squadra e che considera il gioco come una guerra da vincere.

L’Animatore porta la pace, il rispetto, l’allegria nel gioco. L’Animatore sa bene che da solo farebbe ben poco. Per fortuna egli si trova a lavorare insieme ad un gruppo di amici e soprattutto ad avere vicino persone più grandi che sono i Responsabili dell’oratorio estivo. A loro spetta la guida e la responsabilità dell’oratorio.
Occorre far maturare un atteggiamento di grande fiducia e di stima nei confronti dei responsabili. Chi critica, sparla, si lamenta, colpisce al cuore l’intera comunità (questo non vuol dire che viene meno la possibilità di una critica costruttiva o di un confronto schietto).

La vostra missione è fare insieme l’oratorio estivo! Che cos’è l’oratorio estivo? È una bellissima occasione per vivere insieme il cristianesimo.

Per vivere cioè la fede in Dio Padre e in Cristo suo Figlio, per praticare l’amore vicendevole e il servizio ai più piccoli per sperimentare la bellezza. la gioia e anche la fatica della vita comune. Basta che un Animatore non ha chiaro l’obiettivo per mandare a monte la missione (per es. viene in oratorio a comandare o perché a casa si annoia, o per trovare la morosa o il moroso…). Tutti insieme verso lo stesso fine! Per questo occorre essere uniti nell’ideale, nel lavoro e nella gioia.

È importante per un Animatore avere un ideale a cui guardare e cercare continuamente di realizzarlo. Chi ha un grande ideale vola alto, chi non ha un ideale si adagia a terra ed è subito stanco. L’ideale non si realizza e non si concretizza se non nella fatica del lavoro. l’Animatore non si tira indietro quando c’è da lavorare ma lo fa con grinta e passione insieme agli altri. Gli Animatori cercano di crescere in un clima di gioia e di amicizia innanzitutto tra loro. A partire da loro questa gioia e questa fraternità si irradierà su tutti gli altri. La missione non è riuscita se alla fine della giornata si è tutti nervosi, stanchi e arrabbiati.

La missione è riuscita se il bambino il giorno dopo ha ancora voglia di tornare in oratorio e se tu sei ancora pronto a continuare questa grande avventura che l’oratorio estivo. La missione è riuscita quando sento dire: “che bello l’oratorio!”. Soprattutto l’ Animatore è uno che vuole bene ai bambini, li chiama per nome e li conosce uno ad uno. Evita di sgridarli e di picchiarli, si considera un loro fratello maggiore che con il buon esempio li aiuta a diventare grande. (P.S. non dimenticare mai che i bambini ti guardando sempre e che da te imparano).

Ti voglio consegnare questi tre nota bene:

  • nella Chiesa chi guida non è colui che ha il potere e che comanda per il piacere di comandare, ma è quello che si fa servo di tutti gli altri e che lavora e che si sacrifica per gli altri;
  • nella Chiesa anche colui che guida è chiamato a rendere conto ad un altro (un superiore) e a un Altro con la A maiuscola (Dio);
  • nella Chiesa la vera guida è lo Spirito Santo che agisce prima di noi, meglio di noi e più di noi.

Da ultimo ti vorrei invitare al termine di ogni giornata a recitare questa preghiera

Grazie Signore, per la bella esperienza che mi fai vivere e per tanti amici che mi metti vicino.
Ogni giorno che passa scopro sempre più che è una grande gioia poter servire e spendermi per gli altri.
Grazie Signore perché mi hai tirato fuori dalla noia, dalla tristezza e dall’egoismo
e mi hai chiamato a vivere questa grande avventura che è l’oratori estivo.

Aiutami in ogni momento e aggiungi Tu ciò che io non saputo dare.
Amen

don Mauro

Forum Giovani MGS 2016

Forum Giovani MGS 2016

Il Forum Giovani MGS 2016 visto con gli occhi di Matteo, Laura e Daniele

Il Forum Giovani è una proposta annuale dei Salesiani per scuotere un po’ le nostre coscienze e farci riflettere.

Quest’anno siamo in 5: Daniele, Matteo, Laura, Chiara e la nostra Sr Lucia. Avevamo letto che il Forum era stato diviso in 4 grandi momenti: la preghiera del mattino, la testimonianza, lo spettacolo, la riflessione. A cappello conclusivo la S. Messa celebrata da don Claudio Cacioli.

Matteo

La testimonianza è ciò che di più toccante può esserci: il primo salesiano consacrato cieco ci racconta la sua storia. Un ragazzo che ha fatto della sua cecità uno strumento e non un limite, che ha lottato insieme alla sua famiglia per unirsi all’Amore che solo Dio sa dare. Mi sento più cieco io, più frenato io nella mia fede che quel ragazzo.

E da qui il primo scossone che non ci aspettiamo, i nodi del peccato che vincolano la nostra vita. “Sarà il solito spettacolo, un siparietto da oratorio” pensiamo e bastano le prime immagini di quegli attori sul palco per essere smentiti.

Uno spettacolo vero, in grande, con coreografie, canti e costumi davvero incredibili. Un filo, dei nodi, un arazzo… metafora della nostra anima e del peccato che distorce quel bel arazzo che Dio vorrebbe tessere con la nostra vita.

Lo spettacolo continua, arriva Re-stauro, l’unico che può sistemare i nostri “pasticci” e con ritmo incalzante, arriviamo alla fine del recital, dove le mani dolgono per l’incessante applauso che invade il teatro. Abbiamo sottovalutato anche questo momento: un messaggio dritto al cuore, passando per lo sguardo e per l’udito. Cerchiamo di rimettere ordine nei nostri pensieri e di metabolizzare le provocazioni della mattinata. È il momento della divisione in gruppi, condividiamo le nostre impressioni con altri giovani del mondo Salesiano, di altre città. Incontriamo nuovi punti di vista e poi ci ritroviamo in chiesa, per una introspezione più profonda. Possiamo cercare l’aiuto che ci serve da quel Re-stauro che è Dio e che, nel sacramento della riconciliazione, ci aiuta a sciogliere i nodi della nostra vita. Ci sono moltissimi sacerdoti e possiamo accostarci con umiltà e pentimento a uno di loro per ritrovare anche noi quella gioia di cui brillavano le parole del salesiano cieco durante la testimonianza.

Il pomeriggio scorre rapido fino alla S. Messa, vissuta con intensità con gioia e raccoglimento. Questo giorno ci ha regalato qualcosa sorprendente, e non parlo solo del rapporto tra noi educatori, ma anche di quelle profonde riflessioni che ci hanno toccato il cuore e un po’ anche l’anima.

Laura

È la prima volta che partecipo al Forum MGS. Dopo i racconti entusiasti di amici che hanno partecipato gli anni scorsi, speravo di ritornare a casa soddisfatta.
E così è stato! Mi ha colpito il fatto che ci fossero tantissimi spunti di riflessione: una testimonianza, un recital, un confronto a gruppi e un momento di preghiera.
Lo spettacolo, ideato e realizzato dai giovani salesiani di Nave, mi è piaciuto in modo particolare. La trama richiedeva il coraggio di mettersi in gioco e pensare al proprio vissuto: quante volte nella vita abbiamo sbagliato, e siamo stati accolti dalla misericordia di Dio, che “fa nuove tutte le cose” e scioglie i nostri nodi, i nostri sbagli?
È stata un’esperienza che consiglio a tutti i giovani!

Daniele

Avevo già partecipato a diversi Forum MGS e ogni volta torno a casa arricchito e con diversi spunti di riflessione. Voglio regalarvene uno che mi ha colpito per la sua semplicità e mi ha lasciato tanta speranza a cui legare un impegno. Se ci affidiamo a Dio, Lui ci darà la possibilità di sciogliere i nostri “nodi”, non una, non dieci, ma infinite volte! E, se il compito di un cristiano è assomigliare a Gesù, allora anche noi dobbiamo riuscire a perdonare gli altri più e più volte. In questo modo ognuno di noi avrà la possibilità di sentirsi amato, riconoscere i propri limiti, migliorare se stesso e dare frutto!

Sandra Lombardi e il Centro Aiuto alla Vita

Sandra Lombardi e il Centro Aiuto alla Vita

Ecco la testimonianza di un’operatrice del CAV di Gallarate

Mi chiamo Sandra Lombardi, per alcuni sono Sandra Conca, per i più piccoli Maestra Sandra.

Sono qui perché la scorsa settimana il direttivo del CAV (Centro di Aiuto alla Vita) mi ha chiesto se me la sentivo di offrire la mia testimonianza come volontaria perché la Comunità Pastorale Maria Regina della Famiglia ci aveva invitati. Ho accettato, anche se parlare al microfono non è mai facile: per questo dal direttivo è arrivata una traccia di cosa dire alla quale ho aggiunto la mia esperienza. Innanzitutto ringrazio di cuore – a nome del CAV – per questa opportunità.
Vi ringrazio soprattutto per la stima e la fiducia che ci avete sempre dimostrato, anche molto concretamente, perché il Centro di Aiuto alla Vita vuole essere l’espressione di un’intera comunità accogliente, e la comunità cristiana è senz’altro il luogo in cui l’accoglienza trova la massima concretizzazione.

I CAV, Centri di Aiuto alla Vita di Gallarate

I Centri di Aiuto alla Vita sono una realtà presente in tutto il territorio nazionale; anche il nostro CAV – che ha sede a Cassano ma opera in tutto il decanato di Gallarate – ha come compito specifico quello della prevenzione dell’aborto volontario, cercando di essere d’aiuto alle donne che si trovano in difficoltà a causa di una gravidanza non desiderata o che accade in una situazione familiare già difficile.
Come ha detto Papa Francesco incontrando i volontari di tutti i CAV nazionali nel novembre scorso: “Per i discepoli di Cristo, aiutare la vita umana ferita significa andare incontro alle persone che sono nel bisogno, mettersi al loro fianco, farsi carico della loro fragilità e del loro dolore perché possano risollevarsi”.

I mezzi che abbiamo a disposizione per essere di aiuto alle mamme o alle famiglie sono diversi: talora è sufficiente far sperimentare alla mamma che non sarà sola nell’affrontare la situazione, altre volte è necessario garantire un sostegno economico, altre ancora occorre individuare un contesto di accoglienza (una comunità o una famiglia disponibile) perché la mamma ha la necessità di un luogo tranquillo e sereno nel quale trascorrere la gravidanza e stare con il proprio bambino almeno per i primi mesi. In tutto questo lavoro, il metodo che ci guida è quello della CONDIVISIONE; è mettersi accanto a chi ci chiede aiuto per fare un pezzo di strada insieme, senza giudizio e senza pretesa, in modo che sia più facile affrontare fatiche e difficoltà.

Cosa vuol dire essere volontari nel CAV?

Vuol dire trovare un quarto d’ora un lunedì sera al mese per recarsi presso il CAV a ritirare “il pacco” (pannolini, latte in polvere, alimenti per l’infanzia, indumenti, carrozzine, lettini, seggioloni…) e un’ora per ciascuna famiglia che viene affidata per consegnarlo e ascoltare, …ascoltare, …ascoltare. Io in questo momento ne sto seguendo tre. Altri volontari ne seguono fino a cinque. Questo perché il numero dei volontari è molto inferiore al numero delle mamme che chiede aiuto. Un altro modo di essere testimoni dell’operato del CAV, ma soprattutto del Vangelo, è quello di essere presenti nelle rispettive comunità parrocchiali. A MIC dal 2000 lo facciamo sostenendo e promuovendo il Progetto Gemma: aiutiamo una mamma per salvare il suo bambino.

Raccogliamo le piccole grandi offerte di ciascuno (€ 5,00 o € 10,00 mensili), le mettiamo insieme e raggiunta la quota di €2.880,00 la versiamo alla Fondazione Vita Nova, che riceve dai singoli CAV le richieste di aiuto. Mette a disposizione di ogni mamma 160€ al mese per 18 mesi. La proposta che era partita su sollecitazione dell’allora parroco don Ambrogio attraverso il Gruppo Nuove Famiglie, si è modificata negli anni: la prima raccolta ha riunito 90 famiglie che, con l’impegno di versare una quota fissa per 18 mesi che veniva versata trimestralmente alla Fondazione, ha permesso di nascere a tre bambini; ma ci siamo resi conto che non tutti hanno la possibilità di portare avanti l’impegno preso così a lungo. Così dal 2002 si è pensato di raccogliere le offerte mensili e una volta conclusi i 18 mesi procedere con il versamento, i soldi eccedenti venivano dati al CAV che li univa a quanto raccolto in altre parrocchie così da completare un altro Progetto.

Poi si faceva una pausa di 6 mesi e con la Giornata per la Vita si ripartiva per altri 18 mesi. Ma nel corso degli anni mi sono accorta che tante persone in quei sei mesi mi dicevano “sono indietro con l’offerta…” e così da settembre scorso, chiesto e ottenuto parere favorevole da don Mauro e dalle coordinatrici del GNF, abbiamo pensato di renderla continuativa. Colgo l’occasione per scusarmi se nei mesi invernali o in occasione di altre iniziative parrocchiali non siamo sul sagrato la 1° domenica del mese, ma con questa continuità non è un problema perché ci saremo il mese successivo!

I bambini nati grazie al contributo dei parrocchiani di Madonna in Campagna sono ad oggi 11 e ci auguriamo di riuscire con la raccolta di oggi a completare il 12° progetto avendo già raggiunto la cifre di €2418. Il CAV collabora sul nostro territorio con l’Associazione Difendere la Vita con Maria che prega per le mamme che scelgono di sottoporsi all’aborto; mensilmente si fa carico della sepoltura dei bambini non nati presso il Cimitero di Viale Milano, e un lunedì sera al mese si riunisce presso la cappella dell’oratorio MIC per pregare.

Concludo invitando tutti a continuare a sostenere e – se volete e potete – a condividere il nostro impegno, senza dimenticare la preghiera al Signore Misericordioso perché sostenga la fatica di tante donne e di tante famiglie e doni sempre a noi la certezza che anche la situazione più difficile è accompagnata dal Signore e può essere occasione di speranza e di rinascita per tante persone.

Sandra Lombardi

Ri-consegna delle Costituzioni rinnovate

Ri-consegna delle Costituzioni rinnovate

Una sorta di “vangelo della FMA”

Le FMA hanno da poco vissuto il loro XXIII Capitolo Generale, che tra i vari compiti, aveva anche quello di aggiornare, il documento che rappresenta il modello di vita e di vocazione per le appartenenti all’Istituto in tutto il mondo, affinché fosse sempre più rispondente alle esigenze pastorali ed educative della società contemporanea.

La cerimonia, che prende il nome di la ri-consegna delle Costituzioni rinnovate, si è svolta in tutte le Comunità delle Figlie di Maria Ausiliatrice della Lombardia.

Nel Capitolo sono intervenuti anche un gruppo di giovani, in rappresentanza di tutti i giovani del mondo, per dare voce a quello che oggi viene richiesto all’istituto delle FMA. Questo episodio è un esempio di come i laici possano trovare spazio nelle istituzioni ecclesiastiche.

Durante le celebrazioni è stato evidenziato come l’intervento dei giovani al Capitolo sia stato incisivo, segno di volontà di partecipazione, di affetto e attaccamento verso le suore salesiane. Per la Comunità è stato un momento importante per confrontarsi con un aspetto non sempre ricordato della vita della comunità di suore che anima i nostri oratori: l’appartenenza a un Istituto.

Per i laici presenti, probabilmente non è immediato comprendere come e quanto incida nella vita di un consacrato che appartiene a un ordine la possibilità di affidarsi a una regola, appunto, a una costituzione.

Ciò che a molti può apparire un dovere oneroso, resta invece il cuore delle comunità di FMA, la celebrazione di riconsegna delle Costituzioni è stata una nuova occasione per conoscere e apprezzare il dono del carisma salesiano fra noi.

Riccardo M.

 

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