Si apre il Capitolo Ispettoriale ILO

da | Ott 30, 2026 | slideshow, Giovani, Educatori e docenti | 0 commenti

Il 30 ottobre 2026 si è aperto a Zoverallo di Verbania, in Lombardia, il Capitolo dell’Ispettoria “Sacra Famiglia” (ILO). Più di 70 i partecipanti, tra Figlie di Maria Ausiliatrice, giovani, laici e laiche impegnati nella missione educativa e pastorale, sono chiamati a confrontarsi sul tema “Beati voi…” Con la forza profetica del carisma, missionarie di comunione insieme ai giovani, illuminato dalla logica evangelica delle Beatitudini, secondo l’obiettivo del Capitolo Generale XXV di “Ravvivare la passione missionaria caratteristica della nostra identità carismatica”.

Con il saluto di apertura l’Ispettrice, suor Stefania Saccuman, ha dato il benvenuto ai partecipanti e avviato ufficialmente i lavori:

Carissime e carissimi tutti, con gioia e gratitudine vi do il benvenuto all’apertura di questo nostro Capitolo Ispettoriale.
Una profonda gratitudine va a tutte le Figlie di Maria Ausiliatrice presenti e a quelle che non possono essere qui, ma che hanno dato il loro contributo, prima di tutto nella preghiera (con tanta intensità soprattutto nelle Case di riposo) e poi nella riflessione e condivisione confluita nello Strumento di lavoro.
Un grazie speciale ai giovani presenti: siete la freschezza e l’energia del nostro carisma!
E a voi laici, un grazie per la dedizione e la passione con cui state condividendo e costruendo insieme a noi FMA il presente e il futuro della nostra Ispettoria.

Siamo in comunione con la nostra Madre, sr Chiara Cazzuola, con la Consigliera Visitatrice, sr Paola Battagliola, con le Ispettorie italiane che celebrano il Capitolo Ispettoriale e con tanti che ci stanno accompagnando con la preghiera: dai nostri confratelli Salesiani ai Salesiani Cooperatori, alle ExAllieve, ai membri dell’ADMA e di tutta la Famiglia Salesiana, alle nostre Comunità Educanti; anche le Romite Ambrosiane da Cassina invocano per noi lo Spirito Santo.

E con l’invocazione allo Spirito Santo — la stessa che ha accompagnato il Concilio Vaticano II come il recente Sinodo della Chiesa — abbiamo dato inizio al Capitolo Ispettoriale, che ha come tema:

“BEATI VOI…”
Con la forza profetica del carisma, missionari di comunione insieme ai giovani.

Vorrei iniziare il cammino di questi giorni con le parole che Papa Leone XIV ha rivolto ai Vescovi italiani il 28 maggio scorso:

«In un tempo come il nostro, segnato dalla complessità (…) molti segni ci parlano di stanchezza, di frammentazione, di solitudine. Nelle nostre comunità possiamo talvolta avvertire la fatica di trasmettere la fede, la difficoltà di coinvolgere le nuove generazioni. Ma il Vangelo ci riscuote. Gesù, guardando le folle, non vede un problema da risolvere, vede una messe, vede il campo di Dio: “La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!” (cfr. Lc 10, 2). Seminatore instancabile, Dio esce ogni giorno nel mondo e sparge con generosità nei cuori il desiderio dell’infinito, di una vita piena, di una salvezza che libera. Sì, grazie a Dio, la messe è molta. Il nostro primo compito è questo: fare nostro lo sguardo del Signore. Non lamentarci soltanto dei terreni induriti né soffermarci semplicemente ai dati statistici, ma saper vedere, con gli occhi del Risorto, il raccolto che Dio stesso ci prepara»[1]. 

 

Fa eco alle parole del Papa il documento della prima Assemblea sinodale delle Chiese d’Italia:

«Il terreno sta cambiando, richiede un’opera missionaria diversa, ma non si è tramutato in sabbia. I germogli sono nascosti nelle pieghe della vita quotidiana, fatta di gioie e sofferenze, di scelte e passaggi di vita, di generosità e ricerca del bene, di tempo donato e spazi abitati con creatività, di relazioni ferite ma anche risanate. È piantato un immenso bene nei nostri terreni; un bene che raramente fa notizia, a differenza del male, ma che c’è e rappresenta un’opportunità per la missione»[2]. 

 

Siamo chiamati a fare nostro lo sguardo del Risorto mentre guardiamo in questi giorni alla nostra Ispettoria, che è ben rappresentata da questo albero rigoglioso dalle foglie colorate: il nostro logo messo in movimento dal vento dello Spirito Santo.

 

La nostra Ispettoria: un albero dalle radici profonde.

Questo albero è immagine dell’identità e del futuro del nostro carisma in Lombardia:

  • Il Seme è il carisma salesiano, dono di Dio piantato nella terra lombarda. Ci ricorda che tutto è grazia. Un carisma vivo non si conserva tenendolo “chiuso”, ma lasciando che entri in contatto con la realtà e con le persone. «Un carisma vivo è per sua natura creativo: sa aprire spazi nuovi, rinnovare schemi, cambiare strutture» (Papa Francesco).
  • Le Radici sono i nostri Fondatori, Don Bosco e Madre Mazzarello, insieme alle prime Comunità che hanno portato il carisma nel territorio lombardo. Esse non rappresentano un passato statico: sono vive, crescono in profondità. Si può dire che «la radice è il domani dell’albero, non il suo ieri» (Luigino Bruni).
  • La Linfa è la spiritualità che scorre e alimenta l’intera Ispettoria.
  • Il Tronco e i Rami esprimono l’unità dell’Ispettoria e le Comunità locali. I rami hanno la forma di mani che accolgono, si fanno casa e si prendono cura in particolare dei giovani.
  • Le Foglie sono le opere e le molteplici forme concrete del carisma in Lombardia. I colori, che si sprigionano per azione dello Spirito, danno origine a una varietà di espressioni, attività e associazioni.

L’albero — la nostra Ispettoria — perché possa continuare a vivere e fruttificare deve avere «radici ben fisse» e «crescere in dialogo con la realtà. Quest’opera di aggiornamento è tanto più fruttuosa quanto più viene realizzata armonizzando creatività, saggezza, sensibilità verso tutti e fedeltà alla Chiesa» (Papa Francesco).

 

Tre indicazioni di cammino per il nostro Capitolo.

Alla luce di questa immagine, propongo tre indicazioni di cammino per orientare i nostri lavori capitolari:

1. PROFONDITÀ: Come la pianta necessita di radici profonde per crescere e sostenere i rami, così noi possiamo essere generativi solo se saldamente radicati in Cristo. Solo così saremo capaci di un ascolto profondo dei giovani e della realtà.
Il Capitolo Ispettoriale è prima di tutto un’esperienza di Spirito Santo: chiede uno sguardo contemplativo per accostarci ai giovani e alla realtà con gli occhi di Dio e un        ascolto profondo, vissuto nella preghiera e alla luce della sua Parola, per riconoscere i “frutti” di questo tempo e ciò che il Signore sta facendo maturare nella vita dell’Ispettoria.
La preghiera liturgica e personale, la celebrazione eucaristica, la conversazione nello Spirito custodiranno in noi questo atteggiamento di discernimento.
La fraternità che vivremo tra noi ci permetterà di «incontrare l’altro in profondità e costruire unità nella diversità secondo la logica evangelica e carismatica»[3].

 

2. RECIPROCITÀ: L’ascolto profondo dell’altro apre alla reciprocità, alla condivisione dei doni, alla valorizzazione della vocazione di ciascuno. Questo è fondamentale tra FMA e laici, ma anche tra giovani e adulti. «Non c’è crescita senza radici e non c’è fioritura senza germogli nuovi. Mai profezia senza memoria, mai memoria senza profezia» (Papa Francesco).
Lo afferma con convinzione Madre Chiara: «La reciprocità tra giovani e adulti diventa una ricchezza per tutti. I giovani aprono al futuro con la loro speranza e creatività, mentre gli adulti custodiscono la memoria e la saggezza dell’esperienza. In questa dinamica, la comunità cresce, si rinnova e diventa spazio in cui il Vangelo si vive e si annuncia insieme».[4]
Desideriamo condividere con i giovani le loro domande e chiederci: Qual è il grido dei giovani? Quali sono i loro sogni? Ci aiuteranno nella riflessione Paola Bignardi e i giovani stessi.

 

3. ESSENZIALITÀ: Come per un albero rigoglioso, la potatura è un atto d’amore e di cura necessario per togliere i rami secchi, concentrare le energie e permettere alla pianta di portare ancora più frutto e nuova vita.
Afferma ancora Papa Leone, rivolgendosi ai Vescovi italiani:

«Abbiamo il coraggio dell’essenziale! Il coraggio di comunità meno preoccupate di conservare tutto e più libere di annunciare Cristo. (…) Il coraggio di organismi di partecipazione vivi. Il coraggio di ascoltare i giovani senza addomesticarne le domande. Il coraggio di lasciarci evangelizzare dai poveri…»[5]

Siamo chiamati a custodire l’essenziale: il seme del nostro carisma, con una prospettiva importante che ci raccomanda Papa Leone: «Non basta conservare: occorre rilanciare. Chiedo a tutte le realtà educative di inaugurare una stagione che parli al cuore delle nuove generazioni, ricomponendo conoscenza e senso, competenza e responsabilità, fede e vita»[6].

È il principale compito che ci attende in questi giorni, in particolare domenica 1° novembre con l’intervento di don Igino Biffi e successivamente con il confronto sullo Strumento di lavoro, che una volta approvato sarà il documento finale del nostro Capitolo.

 

Nella condivisione dei gruppi saremo chiamati anche ad individuare ciò che riteniamo fondamentale per il cammino ispettoriale «nella logica delle Beatitudini, di uno stile di vita controcorrente, radicato e centrato in Gesù, Parola del Padre»7.

  • Quali potature siamo chiamati a fare perché il carisma continui a portare frutti in Lombardia?
  • Dove il Signore ci fa intravedere dei germogli di novità che ci permettono di orientare il nostro cammino?

Quanto emergerà dal Capitolo per il cammino futuro sarà ripreso nella giornata postcapitolare sabato 12 dicembre p.v. nella casa ispettoriale, per individuare i passi concreti.

 

Vivere queste tre dimensioni – profondità, reciprocità, essenzialità – ci aiuta a convergere verso l’unità, a cercare passi di COMUNIONE per osare il futuro insieme. Passi di comunione che vivremo in particolare l’ultimo giorno del Capitolo Ispettoriale, quando noi FMA saremo chiamate ad eleggere le Delegate al Capitolo Generale.

Ci affidiamo con filiale fiducia alla Sacra Famiglia, a cui è dedicata la nostra Ispettoria, perché ci aiuti a prenderci cura della nostra Comunità ispettoriale come albero rigoglioso, radicato nella memoria delle origini e slanciato con coraggio verso il futuro, capace di generare frutti di vita nuova per i giovani di oggi.

Buon Capitolo Ispettoriale a tutti!

 

Sr Stefania Saccuman

[1] Discorso di Papa Leone XIV all’82ª Assemblea Generale della CEI, 28 maggio 2026.

[2] Conferenza Episcopale Italiana, Lineamenti. Prima assemblea sinodale delle Chiese che sono in Italia (2024), §6.

[3] Madre Chiara Cazzuola, Circolare n. 1056. In preparazione al Capitolo Generale XXV, 24 febbraio 2026, p.13.

[4] Madre Chiara Cazzuola, Circolare n. 1056, p.21.

[5] Discorso di Papa Leone XIV all’82ª Assemblea Generale della CEI, 28 maggio 2026.

[6] Papa Leone XIV, Lettera apostolica Disegnare nuove mappe di speranza, 27 ottobre 2025, 10.2.  7 Madre Chiara Cazzuola, Circolare n. 1056, p. 4.