IRC: ascolto di domande più profonde

IRC: ascolto di domande più profonde

L’insegnamento della religione cattolica (IRC) intende essere, all’interno di tutto il mondo della scuola, “un’occasione di ascolto delle domande più profonde e autentiche degli alunni, da quelle più ingenuamente radicali dei piccoli a quelle talora più impertinenti degli adolescenti.

Le indicazioni didattiche in vigore per l’IRC danno ampio spazio a queste domande; a loro volta, gli insegnanti di religione cattolica sono preparati all’ascolto, presupposto per sviluppare un confronto serio e culturalmente fondato”.

Lo scrive la presidenza della CEI nel messaggio rivolto a studenti e genitori che nei prossimi giorni dovranno decidere se avvalersi o meno dell’IRC per l’anno scolastico 2018-19.

Nel richiamare il Sinodo dello scorso ottobre, la CEI evidenzia come i giovani si siano dimostrati “sensibili alla figura di Gesù, quando viene presentata in modo attraente ed efficace”, e desiderosi di conoscerlo.

Frutto della revisione del Concordato del 1984, l’insegnamento della religione cattolica (IRC) “si è ormai consolidato come apprezzata componente del curricolo scolastico ed è scelto da una maggioranza ancora cospicua di studenti e famiglie, che vi trovano risposta soprattutto in termini di formazione personale, di proposta educativa e di approfondimento culturale”.  

“Nel cercare di rispondere sempre meglio a tali aspettative, gli insegnanti di religione cattolica – prosegue il testo – potranno trovare ulteriori e importanti sollecitazioni dal Sinodo dei vescovi che si è concluso nelle scorse settimane e che è stato dedicato proprio ai giovani, cui la Chiesa intende rivolgere un’attenzione sempre maggiore”.

Tra le numerose tematiche discusse, i vescovi italiani evidenziano il richiamo legato alla domanda di ascolto che viene dal mondo giovanile e riportano questo passaggio del Documento finale del suddetto Sinodo:

“I giovani sono chiamati a compiere continuamente scelte che orientano la loro esistenza; esprimono il desiderio di essere ascoltati, riconosciuti, accompagnati.

Molti sperimentano come la loro voce non sia ritenuta interessante e utile in ambito sociale ed ecclesiale. In vari contesti si registra una scarsa attenzione al loro grido, in particolare a quello dei più poveri e sfruttati, e anche la mancanza di adulti disponibili e capaci di ascoltare”.

L’IRC, si legge ancora nel messaggio dei vescovi italiani, “è il luogo più specifico in cui, nel rigoroso rispetto delle finalità della scuola, si può affrontare un discorso su Gesù. Come insegna Papa Francesco, non si tratta di fare proselitismo, ma di offrire un’occasione di confronto per lasciare che ognuno possa, nell’intimo della propria coscienza, trovare risposte convincenti”.

Di qui l’auspicio che “anche quest’anno siano numerosi gli alunni che continueranno a fruire di tale offerta educativa, finalizzata ad accompagnare e sostenere la loro piena formazione umana e culturale”.

Leggi il messaggio

 

Fonte: Agensir

Open Day 2018/2019 in Lombardia

Open Day 2018/2019 in Lombardia

“Vi voglio felici nel tempo e nell’eternità” affermava Don Bosco nella famosa lettera da Roma del 1884.

E questa volontà di gioia l’hanno raccolta le Figlie di Maria Ausiliatrice, conosciute anche come salesiane di Don Bosco.

Nelle nostre scuole, insieme con i docenti laici, i genitori e i ragazzi stessi, cerchiamo di realizzare il sogno del santo dei giovani, cioè quella felicità che si raggiunge quando, come voleva Don Bosco, si vive da buoni cristiani e onesti cittadini!

Ecco le date degli Open day delle nostre scuole in Lombardia:

 

MILANO VIA BONVESIN DE LA RIVA       volantino

Sabato 10 novembre 2018

Venerdì 30 novembre 2018 – SCUOLA DELL’INFANZIA      volantino

 

LODI                     volantino

Sabato 10 novembre 2018

 

LECCO                 volantino            volantino infanzia

Sabato 17 novembre 2018   

Sabato 12 gennaio 2019

CASTELLANZA               volantino

Sabato 17 novembre 2018   

Sabato 12 gennaio 2019

MELZO                volantino

Sabato 17 novembre 2018         

 

PAVIA                  volantino

Sabato 17 novembre 2018

Sabato 19 gennaio 2019

 

SAN DONATO MILANESE            volantino

Sabato 17 novembre 2018

 

VARESE               volantino

Sabato 17 novembre 2018

Sabato 12 gennaio 2019

 

BRESCIA              volantino

Venerdì 23 novembre 2018

 

LEGNANO           volantino

Sabato 24 novembre 2018

 

SAMARATE

Sabato 1 dicembre 2018        volantino

 

SONDRIO

Sabato 1 dicembre 2018        volantino

 

BUSTO ARSIZIO

Scuola Crespi: 9 gennaio h. 17.30-19.30

Scuola S. Anna: 15 gennaio h. 17.30-18.30         volantino

 

Open Day Centri di Formazione Professionale:

 

Cinisello Balsamo (MI)

Sabato 17 novembre alle ore 9.30
Sabato 1 dicembre alle ore 9.30
Venerdì 11 gennaio 2019 alle ore 18.00
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Milano

Giovedì 29 novembre dalle 17.00 alle 19.00
Sabato 19 gennaio 2019 dalle 9.00 alle 13.00
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Cesano Maderno (MB)

Sabato 24 novembre dalle 10.00 alle 12.30
Venerdì 18 gennaio 2019 dalle 16.30 alle 19.00
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Castellanza (VA)

Sabato 17 novembre dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 16.30
Sabato 12 gennaio 2019 dalle 9.30 alle 12.30
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Pavia

Sabato 17 novembre dalle 8.00 alle 13.00
Sabato 19 gennaio 2019 dalle 8.00 alle 13.00
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Varese

Sabato 17 novembre dalle 9.00 alle 13.00
Sabato 12 gennaio 2019  dalle 9.00 alle 13.00
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Consigli per chi ha un figlio non lettore

Consigli per chi ha un figlio non lettore

di Emanuele Fant per Credere

I ragazzi che non amano i libri non li apprezzeranno con l’obbligo. Le strategie più convincenti passano dalla testimonianza in prima persona.

Caro genitore, che guardi con sospetto tuo figlio che non ha messo nessun libro nella valigia del mare, ti devo parlare. È dimostrato che nessuno si può appassionare per obbligo. Quindi, se speri di vederlo immerso nelle pagine come effetto della tua arrabbiatura, inizi male. Piuttosto fai sparire i libri dagli scaffali, trattali con il riserbo di formulari per iniziati. Svendere un prodotto ne diminuisce il valore. Sfrutta le leggi del mercato (e il potere della proibizione).

Se ancora non ti implora, considera che il gusto per la lettura si sviluppa per imitazione dei familiari. Quindi smettila di screditare il professore di italiano, a tuo parere troppo blando, e prendi in mano tu stesso Jane Austen o un saggio su Napoleone (mentre leggi, il tuo viso deve dire che ti piace).

Se con l’esempio hai ottenuto delle attenzioni, ricorda che il trasporto per un libro è sempre un fatto personale. Quindi non imporgli Kipling perché ha commosso te alle elementari. Gli scaffali delle biblioteche formano strani labirinti con una precisa intenzione: ognuno ci si deve perdere in maniera personale.

Se il tuo giovane bibliofilo vuole iniziare con Colpa delle stelle al posto di Tolstoj, non ti scandalizzare. In ogni svezzamento stanno prima le miscele digeribili, ma che assicurino un buon sapore. Nessuno ti impedisce di assaggiare: scoprirai che spesso i libri commerciali sono buone letture a cui facciamo scontare la capacità di esprimersi in modo trasversale.

Se l’applicazione di questo prontuario si dovesse rivelare un fallimento, ti consoli il fatto che i ragazzi non rischieranno mai di rimanere senza storie. I filologi del futuro non faranno quasi certamente distinzione tra una buona sceneggiatura di una serie tv americana e le sorprendenti trame dell’Ariosto.

Ricorda che la letteratura serve la vita, ma non le è mai superiore. È un peccato non riconoscerne il valore, ma è una forma di perversione anche viaggiare in treno con un libro in mano, senza mai buttare uno sguardo incuriosito fuori dal finestrino.

Distrazione a Messa o forse no

Distrazione a Messa o forse no

Capita a tutti di non riuscire a concentrarsi durante la Messa e, nonostante il desiderio di partecipare al meglio, di distrarsi facilmente.

Ci sono domeniche in cui le difficoltà aumentano e quest’ultima non è stata da meno: vado in una parrocchia in cui non ero mai stato, dunque tutto ciò che mi circonda è nuovo e da vedere a livello artistico, architettonico, umano; arrivo nell’orario in cui c’è anche la celebrazione di un Battesimo, quindi liturgia più lunga e, ad una prima occhiata, parte degli invitati non molto avvezzi alle cose di Chiesa; ci sono diversi bambini, alcuni con i catechisti, altri più piccoli con i genitori, e di conseguenza il movimento è assicurato.
La Messa comincia con il suono dell’organo al massimo, che sveglia la bimba da battezzare, che giustamente si fa sentire coprendo quasi il canto del coro, grazie pure alla sorellina un po’ più grande che si accoda al pianto strillante. Un distinto signore dietro di me inizia a lamentarsi dicendo al vicino che “i bambini dovrebbero tenerli a casa e non portarli in chiesa a questa età” ed io penso tra me e me “e se fosse rimasto lui oggi a casa alla sua età?”. La Liturgia della Parola procede senza troppi intoppi e il Vangelo sull’amore e l’amicizia mi rasserena.
Poi l’omelia, il momento più impegnativo, in alcuni parti troppo “alta” per il tipo di assemblea, in altre tocca il cuore ma si ferma poco prima di entrare nella vita quotidiana, peccato!
Intanto uno dei bambini gioca lungo la navata laterale con un’automobilina rossa che sfreccia alla grande sui marmi; ma così è troppo facile ed anche faticoso, visto che deve andare a recuperarla ogni volta. Comincia allora a lanciarla in aria e a farla volare dal gradino di un altare laterale con un certo rumore; mentre i genitori cercano di fermarlo inutilmente con lo sguardo, dal quadro sopra l’altare San Giuseppe sembra guardarlo sorridente!

Nel frattempo nella stessa navata, proprio accanto a me, una signora – ancora giovane ma visibilmente ammalata – giunge trasportata da una parente sulla sedia a rotelle; mi colpiscono lo sguardo triste della signora e le carezze della parente nel momento in cui il sacerdote ricorda “che non c’è amore più grande”! Non c’è niente da fare, nessun sorriso, neanche quando mi avvicino – spostandomi appositamente parecchio dal posto – per scambiare il segno della pace.

Proprio quando sto pensando “almeno ci ho provato!”, un altro bambino inizia a passare tra me e lei, lungo la navata, spingendo il passeggino con la sorellina; il gioco piace alla piccola, visto che il fratello aumenta la velocità sotto gli occhi vigili dei genitori, e sorride con degli occhioni straordinari. Più volte il passeggino con la bimba e la carrozzella con la signora si incrociano, fino a che quegli occhioni e una dolce risata strappano il sorriso alla signora, e poi un altro ed un altro ancora, che coinvolgono pure la parente e me che, distratto durante il ringraziamento, osservo commosso la scena.

Distratto? Direi meglio “attratto”!

Sì, perché il mio ringraziamento è stato aiutato da quei bambini, da quella signora, dall’amorevole parente, facendo risuonare dentro di me le parole di Gesù “perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena”.

Marco Pappalardo

Sono contenta che sei qui!

Sono contenta che sei qui!

Nembrini: non “com’è andata oggi a scuola?” ma “sono contenta che sei qui”

Come sarebbe bello se per prima cosa la mamma, al rientro a casa del figlio, gli dicesse che è felice che ci sia e gli chiedesse se anche lui è contento. Dopo sì, si può parlare anche di scuola.

L’espressione immortalata nell’immagine sopra l’articolo è quella che Franco Nembrini usa per inscenare la risposta del figlio. Per rendere anche plasticamente il senso di tormento che la solita domanda gli infligge.

Sempre la stessa, ripetuta ogni santo giorno, quasi nello stesso istante, proprio mentre sta per addentare il primo agognato boccone del pranzo da lungi desiderato. Parecchio lungi: dice che già alla campanella della seconda ora il ragazzone vede librarsi in aria, sotto il soffitto diventato greve dell’aula scolastica, una generosa porzione di lasagne fumanti.

“Tutto bene, mamma”. Prova a chiudere la questione il ragazzo e a riaprire la bocca sulla forchetta. Ma la mamma non desiste: “sarà pur successo qualcosa, no?”

“Niente. Non è successo niente“. O almeno, penserà il figliolo, non ho voglia, non ho l’energia per raccontartelo ora. E poi mi viene pure il sospetto che ti interessi solo quello…

In effetti è un’abitudine non così salubre e piuttosto diffusa nelle famiglie italiane quella di mettere tanta enfasi sul rendimento scolastico e non solo nei momenti topici (verifica, interrogazione, fine quadrimestre), ma ogni benedetto giorno.

Il docente ed educatore bergamasco coglie con lucidità e un certo rammarico come questo ricorrente questionario trasmetta in realtà un messaggio non proprio innocuo. Non è curiosità ma una specie di indagine di mercato: vali se rendi. Ti stimo in ragione delle tue performance scolastiche.

Invece quello che gratifica il figlio è l’amore incondizionato, ripetuto a dosi omeopatiche, tutti i santi giorni che Dio manda in terra, anche semplicemente cambiando domanda.

“Come stai? Sei contento?”. Io lo sono! Sono felice che tu ci sia.

E questo, ne siamo sicuri, diventerebbe un fattore di miglioramento anche del rendimento scolastico.

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fonte: Aleteia

Giocare per… crescere

Giocare per… crescere

Possono essere un’interessante idea regalo per bambini dai 4 anni in su, i giochi della nuova linea Giocare per crescere ideati dal Prof. Gianluca Daffi, esperto in psicologia dell’età evolutiva e docente universitario.

Ognuno dei giochi dai nomi simpatici e fantasiosi – Manolesta, Ho una fame che…, Occhio ai vichinghi, C’era un pirata –  lavora su una specifica funzione esecutiva o su un processo cognitivo con l’obiettivo di svilupparli divertendosi.

Ma che cosa sono le funzioni esecutive?
Le funzioni esecutive sono quell’insieme di processi mentali che supervisionano i nostri pensieri e comportamenti. Incorporano diverse operazioni a base neurologica che servono per dirigere e coordinare le nostre azioni. In parole più semplici – spiega il Prof. Daffi – sono come tanti gnometti che, all’interno del nostro cervello, lavorano tutti insieme per aiutarci nel portare a termine qualsiasi compito con il quale dobbiamo quotidianamente confrontarci.

Autoregolazione emotiva, inibizione della risposta, memoria di lavoro, attenzione focalizzata, pianificazione, flessibilità: crescere in queste funzioni potrà essere “un gioco da ragazzi”… e sarà pure divertente!

www.erickson.it

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