AzionissIMA

AzionissIMA

AzionissIMA 2^ classificata in Lombardia e nella Top Ten nazionale

Venerdì 20 maggio, presso la sede di ABB a Sesto San Giovanni, la mini impresa sociale AzionissIMA è arrivata seconda nella competizione regionale delle mini imprese di studenti aderenti al programma Impresa in azione promosso da Junior Achievement Italia.

Dopo aver lavorato con impegno e costanza durante tutto l’anno scolastico, gli studenti di terza Istituto Tecnico Economico dell’Istituto Maria Ausiliatrice, sotto la guida della prof.ssa Laura Arrigoni, hanno concluso il loro lavoro alla fiera, durante la quale hanno dovuto allestire lo stand, presentare il proprio progetto e sostenere una audizione, in italiano e in inglese, con manager di azienda.
Il progetto è stato molto apprezzato per la qualità del lavoro svolto, per l’originalità della proposta e per la presentazione efficace. La mini impresa degli studenti di IMA era inoltre stata selezionata tra le 10 migliori imprese sociali italiane aderenti al programma Social Enterprise 360 promosso sempre da Junior Achievement.

Grande la soddisfazione per i partecipanti e grande successo per la vendita del prodotto creato, una raccolta di fumetti che raccontano le tradizioni del nostro territorio pubblicato dalla casa editrice TEKA.

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1° premio nazionale JA Teacher Award Per la prof.ssa Laura Arrigoni dell’istituto Maria Ausiliatrice nell’ambito di “Impresa in azione” di Junior Achivement Italia.

Nell’ambito della competizione Biz Factory 2016, il 7 giugno, a Milano, presso la sede di UniCredit, la prof. Laura Arrigoni ha ricevuto il primo premio JA Teacher Award per la sua capacità di rendere protagonisti i ragazzi, per l’attenzione a fare rete con il territorio e per il coinvolgimento degli altri docenti e dell’istituzione scuola nel progetto “AzionissIMA”.

Il premio consiste in un buono da € 500 da spendere in formazione. Junior Achievement, infatti, quest’anno ha deciso investito sui docenti che, attraverso il programma “Impresa in azione”, offrono professionalità, tempo, passione e relazioni negli studenti e nella Scuola. Ogni anno crescono le scuole superiori che decidono di iscrivere i loro alunni a un programma di educazione imprenditoriale. Nell’anno scolastico 2015/2016, grazie ai docenti e ai dirigenti scolastici che hanno compreso e condiviso il valore di Impresa in azione, sono stati coinvolti oltre 13.000 mila giovani italiani.

Con Impresa in azione di Junior Achievement Italia, i ragazzi gestiscono delle vere e proprie imprese della durata di un anno scolastico. Attraverso il ricavato della vendita di quote azionarie, realizzano concretamente un prodotto o un servizio innovativo, compiendo scelte di mercato e verificandone sul campo i risultati. Seguiti da un docente coordinatore della loro classe, adeguatamente preparato, e da un imprenditore o manager volontario del tessuto aziendale locale, sperimentano i ruoli e le responsabilità delle principali figure manageriali e acquisiscono così competenze tecniche e trasversali per il loro futuro.

La classe 3^ Istituto Tecnico Economico, seguita dalla prof.ssa Arrigoni, ha costituito una mini-impresa sociale, AzionissIMA, e si è classificata nella top ten nazionale e al secondo posto in Lombardia.

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Giuditta ha sposato un ex-detenuto

Giuditta ha sposato un ex-detenuto

Può il carcere essere il luogo dove ritrovare sé stessi?

Incontro all’IMA di Lecco con Giuditta Boscagli

Dar da mangiare agli affamati, 
vestire gli ignudi, 
visitare i carcerati: opere di misericordia. 

Che ne abbiamo fatto? Ce le hanno insegnate quando eravamo bambini, poi siamo cresciuti e le abbiamo accantonate, dimenticate, cancellate. Ci voleva papa Francesco per ‘rispolverare’ bene la memoria e il cuore, per assumerle con responsabilità in prima persona e ripensare la vita.

A ‘ripensare la vita’ e a rivedere i nostri schemi ci ha aiutato Giuditta Boscagli, nata a Lecco nel 1982, laureata in Lettere Moderne e in Scienze Storiche presso l’Università degli Studi di Milano; dal 2006 insegna lettere negli Istituti di istruzione secondaria superiore della sua città.

IMA-Giuditta-Boscagli

L’abbiamo invitata a raccontarci l’avventura che lei ha vissuto sulla sua pelle perché non ha mai abbandonato “quel giovane che non era il mostro di cui avevano parlato i giornali”. Quel giovane che scrive di sé: “Ero male, vivere senza regole, senza limiti e senza volermi bene mi ha portato all’autodistruzione e alla distruzione di tutto quello che avevo intorno”. Il giorno della sentenza le parole del giudice erano risuonate come fucilate: 20 anni di carcere.

Dalle piccole idiozie, quelle che fanno tutti i ragazzi per sentirsi grandi, per provare cose nuove, prima le sigarette, poi le canne, poi l’alcool, poi le risse accese, poi gli stupidi furtarelli, all’affare di droga e, alla fine, alla rovina di tre famiglie intere.

Giuditta incontrò quel giovane, la prima volta, per caso o, meglio, per un disegno della Provvidenza, al Meeting di Rimini. Lo vide e ne restò folgorata. Bellissimo! Due occhi buoni. Non sapeva ancora che era un detenuto, ma non lo abbandonò più.
“L’aveva scombussolato e, paradossalmente, l’aveva anche rasserenato “.
Per un certo tempo solo poche parole, qualche sguardo intenso, rare telefonate, molte, moltissime lettere in cui Pietro si descriveva con una disarmante sincerità. Niente maschere, niente sotterfugi, niente mezzi termini. Non avrebbe nascosto nulla della sua travagliata storia alla donna che, trovata sui suoi passi, poteva diventare la compagna della sua vita. Le avrebbe raccontato perché era finito in quel posto orribile. Per rifiorire ci voleva solo una grande sincerità e una grande fiducia, una grande volontà di ricostruire. Innamorata di un detenuto? Una pazzia. Ma lei era ben decisa a non mollare, ad affrontare difficoltà – e molte – pregiudizi, timori, interrogativi, dubbi, vertigini. Si può dare fiducia a un detenuto ? E’ possibile riprendersi in mano la vita dopo aver commesso un delitto ?

Ad accompagnarla nel suo cammino di ricerca difficile e intensa, sofferta e molto pregata, alcuni sostegni:

  1. – quel giovane dagli occhi buoni, sincero incredibilmente tanto;
  2. – i tanti amici con cui si confrontava e che la incoraggiavano;
  3. – la famiglia, dapprima molto combattuta, molto sofferente, ma poi in piena ‘accoglienza’ di una storia… strana;
  4. – il lavoro;
  5. – la forza della fede: il Signore doveva fare luce sulla sua strada, doveva precederla, doveva accompagnarla perché potesse capire che cosa voleva da lei, dalla sua vita. E il Signore c’era davvero, a volte in modo chiaro, quasi sempre in modo misterioso.

 

Giuditta aveva il suo chiodo fisso: ogni uomo, anche nell’esperienza peggiore, merita una seconda possibilità. “Nessuno è perduto, nessun sbaglio è tanto grande da non poter essere perdonato”. Si può cambiare, certamente sì. “Non ho cercato il carcere, non sono andata alla ricerca di una storia d’amore complicata, di una situazione fuori dal comune: sono sempre stata davanti agli eventi con curiosità e disponibilità: Dio ha fatto il resto”

Grazie Giuditta, sei grande, sei coraggiosa, ti sei fidata della vita, e non poco. Complimenti! Non ti dimenticheremo. Dani e Giuli

Giuditta Boscagli racconta la sua storia a “Sulla via di Damasco” RAI2

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Anno: 2014 – 176 pagine

Storie di eroi dimenticati

Storie di eroi dimenticati

La Resistenza ebraica in Italia, storie di eroi dimenticati.

Un evento organizzato dall’IMA Lecco, presso la “Casa dell’Economia” della Camera di Commercio, che ha permesso a centinaia di alunni e opinion leader del territorio, di incontrare da vicino una realtà che non si può dimenticare, attraverso interventi di alto spessore e testimonianze dirette. Ospite gradita è stata Nicoletta Teglio, figlia di Massimo Teglio, “Primula Rossa” della DELASEM, a cui è stato dedicato il film “Fuga per la Libertà”, interpretato da Sergio Castelletto.
Gli altri ospiti: Paola Fargion, scrittrice e moderatrice, il Dott. Luca Alessandrini storico, Direttore dell’Istituto storico F. Parri di Bologna, il Prof. Meir Polacco, figlio di Giorgio Polacco, il “Partigiano Remo” di Giustizia e Libertà.

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A sinistra Nicoletta Teglio, figlia di Massimo Teglio, Primula Rossa” della DELASE, a destra di Roberta Casiraghi, ex alunna FMA Lecco

L’esperienza di Roberta Casiraghi, ex alunna delle FMA Lecco

L’ex-allieva delle Figlie di Maria Ausiliatrice di Lecco, Roberta Casiraghi, ha raccontato la sua esperienza relativa al ritrovamento di documenti di una famiglia ebraica da parte di suo padre, ecco la sua testimonianza.

“Novembre dell’anno 1943…” Affrontando in classe questo periodo storico e tutti gli avvenimenti politici e sociali ad esso correlati, mi ha turbato sentire quante ingiustizie hanno subito molti uomini, ma in particolare gli ebrei, e mi sono perciò chiesta il perché di così tanto odio e rancore nei confronti di questo popolo da parte di due ideologie molto potenti, quali il fascismo e il nazismo.

Proprio in quel periodo di studio, mio papà eseguendo la pulizia di una soffitta, si ritrovò fra le mani alcune lettere appartenenti a una famiglia di ebrei, i Landsberg; mise in salvo quei documenti e li portò a casa.

Incuriosita, cominciai a far scorrere le righe di quelle pagine: leggere la vita di questa famiglia non riguardava più studiare una lezione di storia, ma avvicinarsi a una realtà vissuta. Immergendomi in queste lettere ho potuto comprendere meglio la sofferenza e l’immensa tragedia che molte persone hanno subito durante la Seconda Guerra Mondiale.

Fra le lettere quella che mi ha colpito maggiormente è quella scritta dalla figlia Erica.

Racconta che nel novembre del 1943 la sua famiglia, composta da padre di origini ebraiche, madre cattolica e un fratello, Enrico, è costretta a lasciare la propria casa di Firenze per nascondersi in un paesino in provincia di Bologna, Pianaccio, per non farsi trovare dalle SS tedesche. Vengono ospitati da un certo Gigi Biagi, il quale inizialmente si rende disponibile aiutando la famiglia e dichiarandosi un accanito antifascista, ma successivamente si scopre essere il capo della Guardia Nazionale Repubblicana del Paese e che era sempre al corrente di tutto.
Ad un certo punto la ragazza si ammala e quindi devono chiamare il medico del Paese, il quale si insospettisce del fatto che la famiglia si trovi in un posto così nascosto e con tanti bagagli e successivamente scopre che il padre è di origini ebraiche.
Il Biagi quindi dice loro che non vuole avere dei problemi e che sarebbe stato meglio se si fossero allontanati dalla sua casa. Così fanno, ma lasciano lì alcuni bagagli in quanto egli stesso promette loro di tenerli al sicuro. Ritornano a Firenze e dopo qualche giorno Erica si reca a Pianaccio per recuperare i bauli, ma trova solo urla e minacce e viene a conoscenza del fatto che in quello stesso giorno erano passate le S.S. Tedesche e avevano sequestrato i bauli. Per recuperare i bagagli, il padre incomincia a girare per gli uffici tedeschi e scopre che si trovano nella caserma di Lizzano. I familiari non vogliono andare a prenderli, ma il padre risponde di avere la coscienza pulita e di non aver nulla da nascondere.
Possiamo pensare a una decisione ingenua e superficiale, ma in realtà aveva tutto il diritto di richiedere ciò che gli era stato tolto. Sono quindi portati alla presenza del maresciallo Liemener, il quale accusa l’uomo di essere ebreo e lo dichiara subito in arresto. Il resto della famiglia venne cacciata fuori senza sapere dove avrebbero portato il padre. Dopo giorni di ricerche, vengono a sapere che si trova a San Giovanni a Bologna. Si recano lì, ma non possono vederlo. In seguito viene portato a Fossoli (Modena) e da lì in Polonia, ad Auschwitz. Da quel momento non si ebbero più sue notizie. Il resto della famiglia torna a Firenze e successivamente si trasferisce a Milano. Solo alla fine del documento è stato possibile scoprire che tutto ciò era successo in seguito a una denuncia che il Biagi stesso e il dottore di Lizzano presentarono alle S.S. Tedesche di Bologna. La lettera termina in questo punto, perciò non so bene cosa possa essere successo in seguito, ma l’unica cosa di cui sono certa è che il povero padre non poté mai più riabbracciare i suoi cari.

Leggendo questo scritto ho pensato a quante altre situazioni del genere sono purtroppo capitate durante la Seconda Guerra Mondiale, quante persone sono state costrette ad allontanarsi dalla propria casa e rifugiarsi in un posto tranquillo con la speranza di non essere trovati e pregando che tutto finisse in fretta.

Testo di Roberta Casiraghi

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Trofeo Main 2015

Trofeo Main 2015

Un’esperienza nuova e davvero “sportiva”!
La seconda edizione del TROFEO MAIN: gare di atletica leggera riservate ai ragazzi della scuola Secondaria di 1^grado.

Lo scorso anno noi dell’IMA LECCO non abbiamo potuto partecipare, ma sabato 18 aprile eravamo presenti anche con le altre scuole lombarde delle FMA. Sei scuole! Bella competizione! Bravi gli organizzatori! Sereni e competitivi i ragazzi! Temperatura ideale… tanta salesiana gioia e allegria. Magliette colorate, sorrisi e sudore, impegno e determinazione in quei ragazzi che hanno corso, saltato, lanciato con tecnica e volontà di fare bene! Per noi c’è stata anche grande soddisfazione perché siamo saliti sul podio in tante specialità e quindi ci è stata consegnata la coppa della scuola prima classificata e così il cielo si è tinto di giallo e di sorriso!
Grazie agli organizzatori, agli insegnati di motoria, alla scuola che ci ha ospitato!

Ecco le voci di alcuni partecipanti

Giovanni Artusi 1A

“Sicuramente l esperienza di sabato 18 aprile è stata molto divertente e a questo si è aggiunto il bellissimo piazzamento dalla scuola.
Sarà ovviamente uno dei ricordi che avrà sempre una “poltrona “riservata nel mio cuore. Grazie mille di avermi regalato un’esperienza così unica!

Nicolò Arosio 3C

È stata una giornata molto emozionante, anche il clima ci è stato molto favorevole. Anche se ci siamo dovuti svegliare presto purché non fosse un giorno di scuola ne è valsa la pena, con tutti i nostri compagni ci siamo divertiti molto, e abbiamo anche vinto molte medaglie, e ci hanno anche premiato come miglior scuola! Siamo stati bravissimi ed abbiamo anche legato con i nostri compagni delle altre scuole!
E’ stata una giornata fantastica!

Sara di 1

La giornata di sabato è stata una bellissima esperienza,che mi ha fatto crescere e mi ha messo a confronto è alla prova con altre “atlete”. Ringrazio molto il prof, Patrik, suor Maria Teresa e tutte le persone che hanno permesso e organizzato questa gara.

Davide Baruffaldi, 2^ Istituto Tecnico IMA Lecco, campione italiano di gigante

Davide Baruffaldi, 2^ Istituto Tecnico IMA Lecco, campione italiano di gigante

Un alunno delle FMA campione Italiano

Davide Baruffaldi chiude i Campionati Italiani Children di Tarvisio conquistando ben due medaglie d’oro nel Super G e nella Combinata (somma dei punti gara ottenuti nelle tre specialità, Gigante, Slalom e SuperG) oltre ad aggiudicarsi il titolo di Campione Italiano Ragazzi di Super G. Per l’alfiere dello Sci Club Lecco è il coronamento di una stagione favolosa, mentre per il sodalizio di via Roma l’ennesima prova che Baruffaldi ha davvero tutte le carte in regola per ambire a molto di più.

Fonte: sciclublecco.it

Una gara perfetta quella del portacolori lecchese con una prima manche chiusa con 17 centesimi di vantaggio sul piemontese Francesco Colombi

Non c’è stata storia. Per nessuno. Davide Baruffaldi è di un’altra categoria. Lo dice il secondo e mezzo abbondante rifilato al piemontese Francesco Colombi dell’Equipe Piemonte (2°).  Se poi la gara vale il titolo di Campione Italiano Allievi (specialità Gigante), lo si può ben dire: marziano.
Una gara perfetta quella di Baruffaldi con una prima manche chiusa con 17 centesimi di vantaggio sul piemontese e una seconda manche dove l’alfiere lecchese ha scaricato grinta, rabbia e potenza sugli sci andando a prendersi l’oro e il titolo italiano.
E sono iniziati così, nel migliore dei modi per lo Sci Club Lecco, i Campionati italiani di sci alpino che si sono aperti oggi, a Santa Caterina, riservati alle categorie Allievi e Ragazzi.

Fonte: resegoneonline

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