Mosche, cavallette, scarafaggi e il Premio Nobel

Mosche, cavallette, scarafaggi e il Premio Nobel

Di Riccardo Vaccari

Ditemi voi come si fa a lasciare sugli scaffali di una libreria un libro con un titolo del genere.

Ma soprattutto come si può non leggere l’ennesima perla narrativa di Luigi Garlando.  Dopo Falcone, il Che ed il grande Napoleone, questa volta il nostro giornalista ed autore milanese “prende di mira” nientemeno che la grandissima Rita Levi Montalcini. Lo fa raccontandoci una bellissima storia vera, quella di Luigi Aloe, braccio destro della grandissima scienziata.

Nato ad Amantea e cresciuto in una famiglia poverissima, alla morte del padre Luigi deve ben presto provvedere al fabbisogno familiare.
Muratore per necessità, a soli 17 anni emigra in Germania alla ricerca di uno stipendio più corposo. Ma è l’incontro con il filosofo Armando Rigobello a cambiargli la vita. Il quale dopo varie esperienze lavorative lo indirizza all’Università di Perugia e lo fa assumere come garzone di laboratorio, alle dipendenze di un ricercatore che cercava appunto un aiutante che si prendesse cura delle sua cavallette. Da qui spicca il volo verso l’America, fortemente voluto dalla Montalcini, impegnata nei suoi esperimenti con gli scarafaggi ed i suoi studi sul sistema nervoso.

Che dire, una storia che sembrerebbe una favola se non fosse vera.

La vicenda di un “muzzunaro” che grazie alla sua forza di volontà ed intelligenza si scoprì scienziato. Un uomo umile, sapientemente valorizzato in questo bellissimo romanzo biografico da Garlando.

Una storia che segue in parallelo la vita e le grandi scoperte in ambito scientifico della Montalcini, fino alla consacrazione del premio Nobel nel 1986.
Una lettura assolutamente consigliata, come tutte quelle di Luigi Garlando.

Genere: Narrativa, biografico

 

 

Butterfly

Butterfly

Di Riccardo Vaccari

Dal 2012 la Siria è alle prese con una guerra civile che ha costretto tantissimi cittadini ad emigrare verso porti più sicuri. Come se non bastasse la battaglia contro il potere monopartitico dittatoriale, anche lo Stato islamico e le sue ultime roccaforti hanno reso questo splendido paese un posto invivibile in molte delle sue regioni.
Questo antefatto storico fa da preludio al libro che oggi vi propongo: Butterfly, di Yusra Mardini.

Un racconto autobiografico veramente coinvolgente. Una storia di grande coraggio e determinazione che ha portato la protagonista del libro a fuggire da Damasco e cercare protezione in Europa insieme alla sorella.

Un libro molto attuale come potete ben capire, il racconto di una fuga attraverso Turchia e Grecia, prima per mare e poi per terra, consegnando il proprio destino e quello di molti altri in mano a trafficanti e scafisti per raggiungere l’agognata dignità di sentirsi ancora esseri umani.
La curiosità di questa lettura viene ulteriormente accentuata dal fatto che Yusra e la sorella in fuga non sono solo alla ricerca di un mondo migliore ma in qualcuno che creda nel loro sogno di continuare ad essere nuotatrici professioniste, come lo erano in Siria.
Se cercate i video delle gare olimpiche dei 100 metri farfalla e stile libero di Rio 2016 vedrete che a volte anche le vicende impossibili portano ad un lieto fine.

Yusra, ora ambasciatrice Onu per i rifugiati, ha coronato il suo sogno e si prepara anche alle olimpiadi di Tokyo 2020, allenandosi in Germania, il paese che l’ha accolta.

Un libro che vi consiglio per l’elevato valore empatico, una scrittura semplice ma tremendamente vera, una storia che ha tanto da insegnare contro i falsi pregiudizi dei giorni nostri.

Genere: Narrativa, romanzo autobiografico

Il prete ebreo

Il prete ebreo

Di Riccardo Vaccari

Leggere un libro della Spartaco edizioni è sempre sinonimo di originalità narrativa. Il prete ebreo di Mariastella Eisenberg non ha fatto eccezione.

È una storia triste quella di Simone, il nostro protagonista. Abbandonato subito dopo il parto dalla giovane madre, crescerà in un orfanotrofio prima di essere adottato.
Ancora bambino scoprirà di non essere figlio naturale dei propri genitori ma soprattutto vivrà come un trauma la sua condizione di diverso, in quanto ebreo. In parallelo con gli orrori dell’olocausto e delle leggi razziali vivremo la storia di un uomo alla ricerca delle proprie origini e di legami affettivi.

Una narrazione toccante quella dell’autrice, raccontata in prima persona. Una sorta di eredità epistolare lasciata in dono da Simone alla nipote, una volta scoperte le proprie origini.
Le ultime riflessioni di un uomo cui la vita ha negato di vivere l’esistenza che aveva ricevuto in sorte. Il rifugio in seminario, l’esser ordinato sacerdote seppur ebreo e la metamorfosi da prete a frate francescano, sempre alla ricerca di se stesso.  Leggendo nella sofferenza degli uomini la solitudine del cuore, invecchiando poco alla volta di pari passo con la mancanza di coloro con cui condividere parole e pensieri.

E mentre gli anni passano ed i capelli si imbiancano Simone capisce che la vera sofferenza è non amare ed essere amati per quello che si è.

Proprio quando si avrebbe più bisogno dello sguardo degli altri, del loro sorriso e di una parola. Pensieri e ricordi, preghiere di un vecchio bambino che meritava risposte. Che non ha mai smesso di abitare la speranza, di tendere alla meta che si era prefissato.

Un romanzo bellissimo, pervaso di una malinconica quiete. Un pò come il mare d’inverno. Da leggere.

Romanzo di narrativa, storico e religioso

 

Le stelle di Lampedusa

Le stelle di Lampedusa

di Suor Elisa Molinari

“Mi piace pensare che le stelle di Lampedusa siano lì per proteggere le migliaia di bambini che ogni giorno devono affrontare viaggi disperati come quello di Anila”.

Le stelle di Lampedusa sono lì, come la Porta d’Europa dell’artista Mimmo Paladino descritta all’inizio del libro, testimoni senza spazio e senza tempo di tante storie di speranza e di sofferenza delle migliaia di persone che intraprendono ogni giorno disperate rotte verso la salvezza. Le stelle contrastano le tenebre, le tenebre che il medico Pietro Bartolo caccia dentro di sé nel suo lavoro quotidiano e instancabile, visitando corpi martoriati dalle violenze e dagli stenti di viaggi al limite della sopportazione umana e facendo la ricognizione di tanti, troppi cadaveri; le tenebre del dolore indicibile che si portano dentro gli scampati al viaggio, che passano lunghe giornate, mesi, anche anni, per capire la loro destinazione o per ricongiungersi a un parente, sperando in una sorte migliore di quella da cui sono fuggiti.

Tante vicende raccontate con la minuzia di un medico, ma anche con i colori della passione di un uomo che non dorme sonni tranquilli finché non ha fatto tutto il possibile per salvare vite e ridonare speranza.

Il cuore del libro è quella di Anila, una bambina dolcissima e spaventata della Nigeria che aveva affrontato quel lungo viaggio completamente da sola alla ricerca della mamma che si trovava in una non ben definita “Europa”. Commovente e rocambolesco – lo lasciamo alla vostra lettura – il modo in cui il Dottor Pietro riesce a rintracciare Carla, la mamma della bambina, vittima di un’agghiacciante storia famigliare, e in quel momento vittima della rete di prostituzione.

Le pagine scorrono d’un fiato e ti ritrovi subito alla fine con dentro… un po’ di tenebre e un po’ di stelle.

Di tenebre perché sono storie che trapassano l’anima: sembra impossibile che le persone possano arrivare a subire tanto, ma sai che quello che viene raccontato è la cruda realtà. Di stelle per la gente meravigliosa – come Pietro, Monique, Luisa, Suor Teresa, Suor Letizia e tanti altri – che sa incrociare gli occhi rassegnati e quasi vitrei di queste persone disperate – che chiamiamo in tanti modi: “migranti”, “rifugiati”, “extracomunitari”, “richiedenti asilo” – con il coraggio e la caparbietà di forzare i tempi lunghi e disarmanti della burocrazia (scrivendo addirittura a Mattarella e a Papa Francesco) per far rifiorire vite umane preziose e uniche come lo sono quelle di tutti noi.

Lettura consigliata, anche se fa un po’ male… ma è bene sapere e soprattutto non assuefarsi a questa tragica realtà, per ricordarci che “in mezzo al mare, sugli scogli, a bordo delle motovedette ci sono persone… Nomi, cognomi, e storie”.

L’amore

L’amore

Di Riccardo Vaccari

Vi siete mai chiesti quando avete imparato veramente a dire ti amo?

Con il primo amore? Forse, ma è quello che avete sposato e con cui avete deciso di passare insieme tutta la vostra vita oppure no? Propendo per quest’ultima ipotesi e a larga maggioranza direi. Maurizio Maggiani in questo suo libro compie un viaggio a ritroso nei pensieri e nelle esperienze di vita di uno sposo, volutamente anonimo, che stimolato dalla moglie ricorda amori di gioventù ma non solo.

La storia si svolge nell’arco di ventiquattro ore, dove volutamente l’autore descrive in parallelo la quiete della routine quotidiana con le sensazioni scaturite dai ricordi di cinquant’anni di vita del protagonista e del nostro paese. L’amore è un sentimento raccontato non solo nell’affetto dei piccoli gesti familiari, ma nella fede di un ideale giovanile, nella lotta sociale e nell’amicizia verso i compagni di gioventù. Nei piccoli “fatterelli” di un’esistenza che svanisce nei ricordi, confortata dalla presenza fissa e rassicurante della sposa.

Non è un libro facile, non ci sono frasi da sottolineare alla Bisotti per intenderci. I pensieri sono molto lunghi e la mancanza di dialoghi a volte rende addirittura un po noiosa la lettura. Però è un romanzo diverso. Potrebbe essere la vita di vostro padre e vostra madre, anzi lo è sicuramente.

Lo stile di Maggiani è poetico e velato di malinconica ironia, emotivo e razionale. Non guarda al passato con rimpianto, ma con rispettoso ossequio per le scelte fatte. Per ricordare quando ha cominciato a dire ti amo.

Genere: Romanzo di narrativa, storico e sentimentale

Ho scommesso sulla libertà

Ho scommesso sulla libertà

Di Rosangela Carù

Ringrazio Suor Lucia di avermi suggerito la lettura di questo libro del Card. Angelo Scola.

Il tema è spiegato dal titolo «Ho scommesso sulla libertà»: Cristo si sceglie con libertà, Lui è la risposta ad ogni incertezza e supera ogni umana debolezza.

Il cristianesimo è un avvenimento che si produce in un incontro e sollecita la libertà del soggetto a una risposta. Gesù è una presenza vivente e personale che parla alla libertà… non si rivolge all’umanità in astratto ma alla persona concreta, provocandola ad un’adesione responsabile, a una scelta che può anche sfociare, al limite, in un rifiuto.
Scola afferma che siamo ancora lontani da un’adeguata comprensione del cristianesimo come un evento che nasce da un incontro, suscita una testimonianza e genera un’appartenenza alla comunità.

«Ho scommesso sulla libertà» è diviso in 20 capitoli e già questo dice la mole del testo, ma contrariamente a quanto si possa immaginare, la lettura scorre veloce, perché è un dialogo a due con domande di Luigi Geninazzi – inviato speciale per “Avvenire” – a cui l’autore risponde su tantissimi argomenti, quanti sono i capitoli.

È come un’intervista lunga e articolata che raccoglie tutti i periodi della vita di Angelo Scola sia come persona sia come Cardinale: dall’infanzia a Malgrate, alla gioventù a Lecco, dall’incontro con don Giussani, alla scoperta della vocazione al sacerdozio, da taluni dissapori dell’aspirante prete con la Chiesa milanese, al contatto con grandi maestri di teologia, fino alla personale amicizia con Papa Wojtyla e con Papa Ratzinger. Parla di loro, ma anche del suo rapporto con Papa Francesco che ha introdotto un diverso stile di Magistero, perché ha realizzato una fusione di gesti, esempi, cultura di popolo e insegnamento. Un Pontefice molto amato che risponde a un bisogno profondo della gente.

Sono anche citati episodi in cui i protagonisti erano Vescovi della nostra zona pastorale come  Mons. Bernardo Citterio e Mons. Marco Ferrari che tanti di noi hanno conosciuto negli anni del loro episcopato a Varese, oppure il Cardinal Giovanni Colombo, Arcivescovo della mia giovinezza.

Il lettore accede, senza riserve, a particolari biografici sconosciuti che segnarono la vita del giovane Angelo:
la sofferenza fisica nel 1974 sono stato così male da finire in coma; cercando la diagnosi di morbo di Addison che sarebbe arrivata solo sei anni dopo, ho tentato anche la strada feconda della psicanalisi; l’uscita dal Seminario di Venegono; non poter tenere incontri pubblici nella diocesi di Milano; il rifiuto del card. Bertone a farlo presidente della CEI: Così mi hanno riferito. Forse perché faccio discorsi difficili da capire. Un mito che circola da sempre, ma è vero solo in parte, perché la gente trova facile solo quello che sa già, furono motivi di sofferenza morale.

L’autobiografia è pure il racconto di anni ricchi di soddisfazione a partire dalla nomina a Vescovo di Grosseto a soli 49 anni, all’esperienza del rettorato alla Pontificia Università Lateranense, poi a Patriarca di Venezia ed infine ad Arcivescovo di Milano.

Emerge la statura di un uomo di ampia cultura e di una profondità teologica non comune, la statura di un Vescovo che negli anni assunse  un’infinità di incarichi di rilievo nella Chiesa.

La formula dialogica rende agevole la lettura perfino nelle parti più difficili, perché l’autore spiega i contenuti con un linguaggio semplice.

Solo alcuni passaggi sono un po’ impegnativi. Ricorrenti sono i riferimenti a tre teologi: lo svizzero Hans Urs von Balthasar, il francese Henri-Marie de Lubac e il tedesco Joseph Ratzinger, divenuto Papa Benedetto XVI; tre grandi maestri del pensiero cristiano e della nostra Chiesa del Novecento legati anche da una profonda amicizia tra loro e con Scola.

Comunione e Liberazione è una presenza costante nell’autobiografia, perché è stata un’esperienza decisiva nella vita del protagonista. Così come il suo rapporto molto stretto e di frequentazione intensa con don Luigi Giussani per dialogare su di noi e sul movimento.

Se non avessi incontrato don Giussani non sarei quello che sono: mi ha aiutato, corretto, e sorretto nei momenti difficili come fa un padre con il figlio.

All’interno dei capitoli si sviluppano i diversi temi centrali per la vita della Chiesa e della società; i due perni su cui ruota il libro sono la libertà e la bellezza della Chiesa.

Come dice l’autore nella prefazione, è una singolare autobiografia che racconta frammenti di storia e di idee che hanno caratterizzato questi anni.

Viene fatta una lettura della società e della Chiesa di oggi, di come la fede è vissuta, di come testimoniarla in una società plurale È anche una sorta di rivisitazione personale del Cardinale di alcune vicende storiche ed ecclesiali conosciute.

Queste righe non sono sufficienti a declinare tutti gli argomenti: le indicazioni pastorali, l’educazione alla fede, l’amore per l’Eucaristia, l’esperienza dell’episcopato e tanti altri ancora che lascio al lettore di approfondire. Davvero numerose sono le pagine su cui fermarsi a dialogare su questioni importanti, ma altrettanto molteplici sono i passaggi più meditativi che aiutano ciascuno a riflettere sulla propria fede.

Invitando a leggere questo libro, termino con la frase del Cardinale che da il là al nostro quotidiano:

Appena ti alzi, ti devi lasciar guardare dal Signore,
perché la tua giornata abbia un senso.

 

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