Eternamente ora

Eternamente ora

Tutti noi conosciamo Francesco Gabbani per la vittoria dell’ultimo Sanremo con la canzone-cult “Occidentali’s Karma”. Personalmente non conoscevo questo artista.
E sentendo alcune sue canzoni, mi è capitata questa: Eternamente Ora.

Sembrava una canzone come le altre… invece…

Lui stesso, per descriverla, usa queste parole:

Eternamente ora dà il nome all’album e parla dell’importanza del sentimento che viviamo, perché il rapporto sentimentale, che non deve essere per forza amoroso, ma anche un rapporto d’amicizia o dove c’è una condivisione, deve essere considerato nel presente, nel momento in cui lo si vive, senza avere troppe paure che vengono dal passato o preoccupazioni cervellotiche su quel che sarà il futuro.
Bisogna viversi il presente. Viversi il presente ha anche un sapore più duraturo se vogliamo. Da qua: eternamente ora.

Quindi… Proviamo a rendere ogni “ora” un vissuto eterno.

 

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ETERNAMENTE ORA

Scritto a quattro mani con Fabio Ilacqua

Questo racconto comincia con te
con te seduta tra le mie parole
la luce accesa, la porta socchiusa
mi lasci entrare che fuori piove

Guardando il mondo da un’altra distanza
tra i giorni all’angolo e quelli migliori
le mani sanno cos’è la pazienza
gli occhi imparano le stagioni

C’è un posto che tengo nascosto per te
un posto che sta qui da sempre
c’era già prima di me e c’è ancora
si apre per noi eternamente ora
eternamente ora
eternamente

Questo mio tempo continua con te
pace inattesa dopo tanto rumore
sei l’acqua buona in cima alla salita
una ringhiera a cui poggiare il cuore

E questa notte che semina stelle
preziosa come non lo è stato mai
sarà un riparo per te la mia pelle
mi perderò se ti perderai

C’è un posto che tengo nascosto per te
un posto che sta qui da sempre
c’era già prima di me e c’è ancora
si apre per noi eternamente ora
eternamente ora
eternamente ora
eternamente
eternamente ora
eternamente
eternamente ora

C’è un posto che tengo nascosto per te
un posto che sta qui da sempre
c’era già prima di me e c’è ancora
si apre per noi eternamente ora
eternamente ora
eternamente ora

Medjugorje… una piccola cittadina in Bosnia Erzegovina.

Medjugorje… una piccola cittadina in Bosnia Erzegovina.

Una piccola cittadina che negli ultimi mesi sta destando scalpore. Perfino Papa Francesco è intervenuto direttamente.

Ma non è per questo che vi scrivo… voglio scrivere della mia esperienza in quella piccola cittadina. Perchè, neanche a farlo apposta, un mese fa ho avuto la possibilità di partecipare ad un pellegrinaggio. Avrei dovuto scrivere due righe appena tornato, ma le sensazioni, le emozioni erano molto intense, ancora confuse… che non riuscivano a prendere forma in parole.

Ancora oggi lo sono. Perchè Medjugorje è una chiamata. Appena salito sul pullman mi è stato detto che chiunque va a Medjugorje è perché la Madonna lo ha chiamato; c’è sempre un motivo, che a volte può essere già conosciuto, a volte è in fase di elaborazione, altre ancora da decifrare (come nel mio caso…). Ma si è li. E si prova a vivere al massimo ogni esperienza, ogni testimonianza, ogni momento di preghiera personale e insieme alle altre persone.

Non voglio scrivere del mio viaggio nei particolari, perché ogni persona vive questo pellegrinaggio in maniera differente. E come ho già detto in diversi articoli, vorrei solo provocare Te Lettore, magari stimolandoti a provare e a farti una tua idea.

Perché li tocchi con mano che c’è Qualcosa. Lo senti nell’aria, lo vedi nelle persone di diverse nazionalità, nel miscuglio delle varie lingue mentre si recita un Santo Rosario. Maria chiama e unisce il Suo popolo nella preghiera, nella ricerca della Pace. Lo vedi negli occhi di chi ti racconta la propria vita in una testimonianza, nel silenzio e nella pace interiore che senti. Lì sembra tutto facile… pregare, prendere tempo per se stessi. Il difficile è poi riportarlo nella vita quotidiana, nei ritmi caotici che la vita ci impone.. eppure basterebbe poco.

Ci sono stati molti episodi che qualcuno potrebbe definire “coincidenze”, “casualità” negli incontri con diverse persone, nelle celebrazioni e nei riti che Medjugorje offre. O forse è qualcos’altro??

Come ti dicevo, non so perchè ci sono andato, come diverse persone incontrate e molte delle persone che ci vanno: una chiamata, una conversione o semplicemente un luogo di pellegrinaggio e preghiera? Io non ho la risposta… spero solo di capirla presto, e spero di avere un’altra possibilità, magari improvvisa come questa, per tornarci e vivere questa esperienza nuovamente.

Alla fine è solo questo… affidarsi.. credere nella pace, cercarla incominciando dal proprio piccolo…

Mettersi in gioco ogni giorno. E Tu? Sei pronto a farlo?

Padre Nostro – ORO

Padre Nostro – ORO

Una di queste sere, prima di addormentarmi, mi è capitato di vedere un breve video su uno degli ultimi attacchi in Siria. Un attacco dove è stato usato del gas contro dei civili. Quelle immagini mi hanno colpito. Come possono avere colpito anche te. E mentre cercavo di prendere sonno cercavo le parole per esprimere le sensazioni che stavo vivendo, le emozioni, le paure.
E metterle in preghiera.

Mi sono venute in mente alcune parole della canzone “Padre Nostro” degli ORO (Onde Radio Ovest):

Devi dirci dove sei perché vivere vorrei, quanto male si è fermato adesso qui.
Dove sei finito?
Mentre qui combattono, mentre tutti scappano, mentre qui calpestano la dignità degli uomini, Tu dicci come vivere

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(Il video che vi propongo è stato scelto tra molte proposte, perchè sono presenti foto che mi hanno ispirato questi pensieri.)

La canzone è stata scritta da Enrico Ruggeri e Mario Manzani per il gruppo O.R.O. che l’ha presentata al Festival di Sanremo nel 1997.

Una reinterpretazione moderna della preghiera che Gesù ci ha insegnato, adattata con parole di oggi, con domande di oggi, ma che alla fine ci riporta alla nostra infinita piccolezza, alle nostre mille domande, alla nostra infinita incapacità di capire.

Perché non arriveremo mai alle risposte, ma solo al comprendere che bisogna imparare ad affidarsi… “Dove sei che questa luce deve accendere e non spegnere mai più”

Quando sei venuto giù
questo mondo non capì
ti coprirono di spine
in un lontano venerdì
Molti risero di te
e di chi ti accompagnò
ma il potere di ogni re
la tua parola cancellò
Tra l’amore e la pietà
questa certa verità
è rimasta dentro l’anima con noi
Ora guardaci se puoi
e ricordati di noi
Dove sei stanotte tu
se la gente adesso va
in un mare non più blu
per elemosine in città
Dove sei adesso tu
se nel buio di una via
c’è chi vende e c’è chi compra
il niente che ti porta via
Devi dirci dove sei
perché vivere vorrei
quanto male si è fermato adesso qui
dove sei finito?

Mentre qui combattono
mentre tutti scappano
mentre qui calpestano
la dignità degli uomini
Tu dicci come vivere
Dove sei stanotte che queste lunghe malattie
han lasciato cicatrici
grandi come quelle tue
Dove sei ritorna qui
perché il debole non sia
una vittima lasciata sola
al freddo per la via
Devi dirci dove sei
perché dirtelo vorrei
che la vita non è facile per noi
come siamo soli
Mentre qui combattono
mentre tutti scappano
mentre qui calpestano
la dignità degli uomini
tu dicci cosa scegliere
Dove sei stanotte io ti cercherò
Dove sei se non ci sei io non ci sto
Dove sei adesso tu
Dove sei stanotte tu
Dove sei che questa luce adesso
non ritorna più
Devi dirci dove sei
perché vivere vorrei
e la vita non è facile per noi
siamo tutti soli
Mentre qui combattono
mentre tutti scappano
mentre qui calpestano
la dignità degli uomini
Dove sei adesso tu
Dove sei stanotte tu
Dove sei che questa luce
deve accendere
e non spegnere mai più
Dove sei adesso tu

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Il collegamento è stato scelto tra molte proposte perchè sono presenti foto che mi hanno ispirato questi pensieri.

Gender e giovani

Gender e giovani

Spesso si sente parlare anche negli ambienti scolastici di “Gender” o “Teoria del gender”.

Cosa dice a un giovane tutto ciò?

Con questo mio pensiero vorrei stimolare e creare qualche spunto di possibile riflessione sull’argomento.

Prima di tutto focalizziamoci su cosa si intende per “Gender”. Il pensiero che sta alla base è che l’essere maschio o femmina non è dovuto da un aspetto biologico e naturale (sesso), ma è il risultato dell’interazione tra comunità, cultura e individuo, come uno si sente (genere). Quindi per essere maschio o femmina non è importante avere gli organi genitali corrispondenti, ma è importante la propria percezione del sè.

Questi concetti evidenziano la profonda differenza con il pensiero cristiano espresso dalla Chiesa sul comportamento sociale da tenere verso l’omosessualità e i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Si può essere d’accordo o no, contrari o favorevoli. La cosa importante è essere bene informati e confrontarsi.

Purtroppo questo non sempre accade.
I gruppi a favore del gender vogliono che le persone, la politica, gli stati riconoscano questo pensiero e lo applichino legalmente nella società civile, cancellando concetti secolari come la famiglia e la bellezza del dono ricevuto della sessualità, che fa di un uomo e una donna l’essere una sola carne capace di generare la vita come atto di amore. Oltre a etichettare come antidemocratici coloro che la pensano diversamente e accusare di ideologia discriminante chi difende il pensiero secolare della Chiesa. Si è arrivati addirittura a negare il diritto di poter esprimersi, controbattere, confrontarsi.. (puoi cercare informazioni su recenti episodi in Spagna o in Usa).

Vorrei puntare l’aspetto su questo ultimo punto: purtroppo, sempre più frequentemente, assistiamo a scontri tra pensieri diversi dove non c’è più confronto, ma solo la sfida di mettersi uno di fronte l’altro. Forse per paura di non saper ribattere senza urlare, senza minacciare.

Siamo nell’era dove vince chi urla più forte, dove ha ragione chi zittisce l’avversario, chi ottiene più audienceL’era dove tutto è lasciato all’illusione che il singolo crede di essere libero di interpretare senza essere condizionato, dove ognuno può affermare che il proprio io è verità assoluta soggettiva su qualunque aspetto della vita morale e sociale. Arrivando al rifiuto di ogni limite, di ogni confine naturale o morale.

Noi giovani possiamo ancora imparare, aprire gli occhi, confrontarci uno con l’altro

Da ragazzo cattolico, vorrei concludere sbilanciandomi un pochino: noi giovani possiamo ancora imparare, aprire gli occhi, confrontarci uno con l’altro, anche su aspetti e concetti diversi, basandoci su quello che l’esperienza della nostra fede ci può indicare, quello che il Vangelo ci insegna. E testimoniarlo nella nostra vita, nella nostra quotidianità, vivendo appieno i valori fondamentali. E rispettando sempre chi la pensa diversamente da noi.

Cartoni e musica di fede

Cartoni e musica di fede

Quando i cartoni hanno musica di fede

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Da piccoli ne abbiamo visti di cartoni animati. Ricordo che ogni tanto uscivano cartoni che riprendevano la vita di personaggi biblici come nel caso di Mosè (Il Principe d’Egitto, 1998) e di Giuseppe (Giuseppe il re dei sogni, 2000) prodotti da DreamWorks Animation. E la particolarità di questi cartoni era la presenza di molte canzoni. Quante volte le abbiamo ascoltate e cantate. Poi capita che da grandi, per volere o per casualità, che ci tornano all’orecchio. E allora qualcosa cambia.

Quella musica, quelle parole che da piccoli magari non capivamo neanche, ma era bello cantarle, hanno un significato. Alcune di loro sono vere e proprie preghiere.

Ce ne sono diverse che possono tornare alla memoria, ma una mi ha colpito in particolare. Forse perchè all’orecchio di un giovane la si sente più vicina, forse perchè riesce a trasformare i pensieri che un giovane ha dentro…
Una canzone che racconta il percorso che una persona come me, come te può fare. Una strada che puà essere impervia, ma che che è da percorrere per arrivare alla fine a che capire che c’è Qualcuno che “vede più lontano di me” e che “sa la via”.

Forse bisogna solo affidarsi… Buon ascolto…

 

Tu vedi più lontano di me canzone originale: You Konw better than I”,
scritta e composta da John Bucchino
cantante originale: David Richard Cambell
cantante italiano: Roberto Stafoggia

P.s. Il testo della canzone non è la traduzione coerente del testo originale, ma si tratta del testo della canzone nel cartone in italiano

Avevo agito bene
avevo le risposte
la strada era quella giusta
ma mi ha portato qua
conosci le mie pene
per questo chiedo aiuto
adesso che ho rinunciato
io so la verità

Tu vedi piu’ lontano di me
Tu sai la via
non voglio sapere perche’
Tu vedi piu’ lontano di me

Se questo e’ un saggio
non ne vedo la ragione
c’ho messo tutta l’intenzione
ma forse no , non basta
non voglio fare peggio
la fede sai mi aiuta
ripongo in te la mia fiducia
è tutto ciò che resta
ma Tu vedi piu’ lontano di me
Tu sai la via
non voglio sapere perche’
Tu vedi piu’ lontano di me

Credevo che una nuvola fosse il cielo
ho visto un uccello volare
e l’ho seguito
credevo di poter spiccare il volo
ma Tu puoi plasmarmi
devi insegnarmi

Tu vedi piu’ lontano di me
Tu sai la via
non voglio sapere il perche’
ti ascoltero’,
io credo in Te ….

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